domenica 16 dicembre 2012

Qualcosa di rivoluzionario

 Alla domanda "Ma dormi?", rispondo volentieri "No", penso e medito.
In questo lento pensare, alla fine un'intuizione e mi sono detto:
"Fai qualcosa di rivoluzionario", si vi è un grande bisogno di rivoluzione in questi tempi, la rivoluzione non si può fare stando seduti dietro a uno schermo, la rivoluzione la si fa uscendo di casa e allora io che me ne stavo comodamente rilassato ho deciso e mi son detto "Se rivoluzione dev'essere, che rivoluzione sia!"
 Per fare una rivoluzione è necessario avere delle idee e progettare azioni e allora giù a riempire l'agenda fitta di cose da fare, di appunti, di azioni, di incontri con altri che possano avere i tuoi stessi intenti, il tuo stesso obbiettivo, ne è scaturita un'agenda zeppa con cancellature, appunti e appunti sugli appunti, note, schizzi, azioni da fare.
Insomma ne è scaturita l'agenda del perfetto rivoluzionario e il mio primo atto di rivolta sarà costruire un nuovo orto, con tanto di progettazione fatta sulla carta, mai mi ero spinto a tanto, una cosa in grande stile, in questi tempi bui, nulla vi è di più rivoluzionari nel costruire un nuovo orto e se ne sarò capace vorrei che fosse un'orto condiviso, un nuovo progetto con tanto di schemi già pronti per questa nuova avventura per questa nuova rivoluzione.
 Sarà un'orto di circa 200 mq con tanto di rotazione di 6 anni con progetto sulle verdure da piantare con tanto di schema a impianto tradizionale.
Una seconda azione mi porterà a recuperare un'altro pezzo di terreno abbandonato in cui voglio piantare un nuovo oliveto, 18 piante giusto per il consumo famigliare, se questa non è un'azione rivoluzionaria, ditemi voi stravolto l'attuale abbandono del terreno si va verso una felice decrescita.
Terza azione sarà il recupero di un piccolo castagneto abbandonato da anni ormai inselvatichito, provvederò al taglio delle piante conservando solo una piccola parte dei castagni selvatici che in primavera ho intenzione di innestare, praticamente un ritorno a quello che era una volta un castagneto produttivo, decrescita e rivoluzione, un'azione dimostrativa.
Ma l'agenda è zeppa di appunti.
Un'altra azione dirompente è l'ampliamento della mia collezione di sementi per essere autonomo e autosufficiente, e incrementare le azioni di spaccio delle mie sementi attraverso scambi vicini e lontani, una contaminazione per gettare il seme della libertà di semina.
Lavoro alla creazione di una rete locale di scambi di idee e azioni, tutto questo è rivoluzione, tutto questo porta a un nuovo futuro.
Sul blog cercherò di tenere la barra a dritta sulla mia nuova rivoluzione, basta considerazioni personali su politici stantii, su golpisti che governano usurpando la democrazia, basta considerazioni sulla televisione demente che addormenta le coscienze, è il momento di agire, del fare, non possiamo aspettare nessun salvatore, solo i nostri gesti ci salveranno, solo l'intreccio delle relazioni per una nuova visione rivoluzionaria ci porterà a essere ancora vivi domani.
Sveglia!, la rivoluzione è ora, fai un gesto, fai un'azione rivoluzionaria, fai un'orto, coltiva qualcosa, coltiva un sogno, non lasciarlo morire prima di nascere, non aspettare domani, domani potrebbe essere troppo tardi.
Farò dei post dedicati a tutte queste azioni rivoluzionarie, approfonditi come non mai.
La rivoluzione è adesso, se pianti i tuoi semi, se coltivi le tue verdure, con queste azioni non partecipi al PIL e questa è rivoluzione, sai cosa mangi, da dove viene e chi l'ha coltivata e questa è rivoluzione, sulle verdure che coltivi non ci sono ricarichi e guadagni per nessuno, non devi pagarci l'IVA, soldi con cui questa classe politica stantia ha saputo dare il peggio di se, non ci sono costi di trasporto, non ci sono intermediari, questa è rivoluzione, se fai un'orto, del tuo orto non devi rispondere a nessuno.
W l'orto, w la rivoluzione.

6 commenti:

Sara ha detto...

Post spettacolare! mi piace tanto questo tuo programma! ma tu sai fare gli innesti? io no!
E questo peloso che meraviglia! è un contagio rivoluzionario!

mauri ha detto...

Certo che so fare gli innesti, puoi sempre imparare, non è difficile.
Buona rivoluzione

Vera ha detto...

Ben ritrovato Mauri, si sentiva la tua mancanza.
Il problema è che di solito ci leggiamo ed incontriamo prevalentemente tra di noi che già siamo autarchici produttori di quello che mangiamo.
Comunque concordo con te piantare alberi è estremamente rivoluzionario, pesuppone fiducia o almeno speranza nel futuro.
Che dici è per questo che io pianto solo boccoli, insalata, fragole...
Rimane sempre la voglia di arrivare un giorno alla tua porta con due bottiglie di vino fatto dal mio compagno per quattro chiacchiere davanti ad un bicchiere di rosso anzichè davanti ad uno schermo

mauri ha detto...

Ciao Vera, il fatto è che ho dato preferenza in questo periodo a relazioni reali, per fare qualche esempio, con un amico ho fatto l'olio, lui aveva le piante e insieme abbiamo raccolto le olive, pulito l'oliveto, potato, ecc., e come risultato finale abbiamo diviso l'olio attenuto, lui ha avuto un bracciante gratis e io mi sono portato a casa l'olio, questa è rivoluzione, questa è autarchia reale, è vivere oltre gli schemi, un altro esempio, ho riincontrato un amico e abbiamo scoperto di avere interessi comuni grazie a una triangolazione avuta su un blog di un terzo che ci ha fatto riincontrare, uno dei risultati è che abbiamo messo assieme le nostre sementi e giusto per fare un esempio, ci ritroviamo con un centinaio di varietà di pomodoro, ecc., ecc., se questa non è rivoluzione, anzi autarchia reale di che altro diamine si tratta?
Quindi vedi non sono sparito, poi ci sono altri progetti locali al momento sopiti pronti a esplodere, devo solo dargli il tempo.
Per le bottiglie di rosso sempre disponibile, magari poi io cucino qualcosa che a stomaco pieno ragiono meglio.
p.s.: non importa se pianti sequoie o se pianti fragole, l'importante è piantare, piantare già di per se è un gesto rivoluzionario.
Buona rivoluzione a te.

valverde ha detto...

GRAZIE per questo splendido post... quest'anno sono stata in altre faccende affacendata...
( ;() ...!
però ho trovato tempo di piantare qua e là alberi, alberelli e cespugli e piantine...
e comunque non demordo... nel 2013fra un tetto da ristrutturare, calcinacci da portare via... fra tubature e mobili tarlati, fra travi da trattare perchè non si spezzino e terra da dissodare , erbaccia da domare e gatti ovunque da amare..
ecco spero che riuscirò a combinare qualcosa di altamente rivoluzionario e di uscirne serena!GRAZIE per le idee..
per le foto dello splendido felino...
e un grande abbraccio virtuale, ciao
ross/val o... quello che diventerò!;D
p.s. non far caso, lo sai che sono matta ( ma semi della follia ne hai o vuoi che te ne spedisca qualcuno dei miei ?!!!)hihihi;D

mauri ha detto...

Ciao, bellissima la storia dei semi di follia, potremo fare uno scambio alla pari, chissà, magari incrociandoli cosa ne esce.
La follia è insita nell'animo dell'uomo e solo uomini folli hanno portato grandi cambiamenti, grandi scoperte, non solo nella pittura, basta pensare ai grandi viaggi dei secoli scorsi alla scoperta dei vari continenti, erano viaggi intrapresi solo per uomini folli, ma la storia è piena di questi esempi, la follia è creatività.
Ecco noi siamo dei creativi, degli artisti, peccato che siamo incompresi :)