giovedì 7 gennaio 2010

PASESI CHE MUOIONO, PAESI CHE VANNO SCOMPARENDO, PAESI MORTI.


Archiviato il 2009 si riparte non voglio annoiarvi con i soliti discorsi sul tempo, si sa è freddo ma è la sua stagione, non voglio parlare di orto dell’ultima cassettina di patate raccolte il 30 dicembre, nemmeno di api o erbe, ci sarà tempo e modo di parlarne a lungo quest’anno, ma voglio iniziare un nuovo racconto sui paesi della Lunigiana che vanno scomparendo o che sono in alcuni casi scomparsi.

Particolare di finestre dalle contrastanti architetture, tetti di piagne come non si trovano più, questo ha attirato la mia attenzione.

Inizio con un paesino molto carino che si trova appena fatto il valico dalla Cisa scendendo verso Pontremoli alla prima strada a sinistra si svolta verso Gravagna e scendendo a quaota 800 metri si trova un gruppo di case una volta erano una trentina ora ne sono rimaste poco più di 20, tutte disabitate, forse tre ancora frequentate d’estate. Sembra un paese senza nome il fantasma di un paese che fu, eppure si trovano delle cose interessanti a livello di architettura (ante-restauro), perché dove è avvenuto il recupero si può assistere a degli scempi tremendi.

Strane forme a riempire gli spazi.




Qua sembra una piccola costruzione, ma avvicinandosi si scopre che sotto esistono due piani e quello fotografato il terzo e ultimo è al piano terra, scic non serve l'ascensore per arrivarci (comodo).




Splendido arco, rimaneggiato nel tempo e ormai preda delle sterpaglie....

Bagno di ringhiera, che comodità....

La giornata era di quelle cupe quando ho fotografato la luce pessima, ma i particolari sono comunque eloquenti, mi riprometto di ritornarci con una bella giornata di sole per godere appieno di luci e ombre e scattare qualche altra foto.











Un posto pieno di fascino e di mistero. I particolari si sprecano, manca solo la giusta luce per fotografare, quello che un tempo fu un popoloso villagio di frontiera e di storie ne avrebbe da raccontare.

Un'ultima istantanea, su questo paese, morto ormai per sempre......

7 commenti:

Vera ha detto...

Non è detto Mauri, non è detto.
Sto assistendo in questi tempi ad unainteressante operazione di recupero di un minuscolo borgo dell'appennino bolognese. Castel Merlino in comune di Monzuno.
Sei unità abitative e un operazione di "cohousing"( mi scuso se non va scritto così)
Un gruppo di persone ha aquistato in comune il piccolo borgo ed hanno iniziato l'opera di recupero con l'intento di condividere varie attività di gestione basate su scelte ecologiste, e di rivalutazione dei rapporti umani. Tra gli aquirenti anche una mia amica con marito e tre figli piccoli.
Qualcosa a proposito dell'iniziativa in internet si trova, è stato fatto anche un articolo piuttosto lungo su Repubblica edizione di bologna e un servizio su una tv locale.
Quindi chissà magari qualche "matto" coraggioso passerà un giorno anche dal tuo villaggio fantasma.

Harlock ha detto...

Belle immagini, fanno tristezza, ma i luoghi così hanno un fascino particolare. farebbero ancora più tristezza se fossero abitati da villeggianti della domenica senza riguardo alla loro storia e al loro fascino.

equipaje ha detto...

Foto che -prima ancora di leggere il commento di Vera- mi hanno fatto venire in mente l'idea di "Monastero del Terzo Millennio" così come la racconta Pallante. E comunque, Mauri: se ti capitasse di voler raccontarci la storia di questo borgo abbandonato, io l'ascolto volentieri, sappi.
Buon anno :)

mauri ha detto...

@ VERA - purtroppo almeno per quello nella foto non sarà così, magari per altri che fotografero in seguito può essere, ma questo è destinato a morire e basta oltre tutto non lontano passa lautostrada e questo la dice lunga ......
@ HARLOCK - i borghi lontani dall'autostrada lentamente vengono comprati pezzo a pezzo da inglesi, francesi, spagnoli, albanesi, rumeni, marocchini e da ultimi russi che comprano a prezzi folli basta che siano case isolate e cominciano a farsi vedere anche i cinesi, direi che è un bel frullatore .....
@ EQUIPAJE - qualcosa racconterò prossimamente, ma è una storia fatta di miseria e di emigrazione uguale per tutti i paesi e borghi della Lunigiana, paradossalmente posso dire che questa meravigliosa terra è scoperta e amata più dai forestieri che dai locali i quali il più delle volte non conoscono nemmeno le bellezze che vi sono nascoste e questo la dice lunga, ma avremo modo di parlarne durante l'anno fra un post di verdure e uno di api vedrò di parlare anche dei segreti nascosti di questa terra ...

Alessandra ha detto...

Ciao mauri.
Il piccolo e splendido borgo di cui parli si chiama Vallingasca.
I miei nonni lo adoravano. L'hanno scoperto per caso durante la seconda guerra mondiale e se ne sono innamorati. Anni dopo hanno costruito una casetta e attendevano il periodo estivo per poter trascorrere i mesi estivi ed autunnali in totale tranquillità.
Purtroppo loro e i pochi anziani che lo rendevano "vivo" non ci sono più ma io con la mia famiglia ancora lo amiamo e cerchiamo, quando possibile, di andarci.
E' vero, il borgo sta morendo...non so se verrà acquistato da qualcuno.. l'autostrada di certo non è molto attraente...ma noi continueremo ad andarci...solo qualche giorno l'anno ma Vallingasca rappresenta le nostre radici, la nostra infanzia.
Ogni anno spero sempre di vedere "apparire" nuovi acquirenti e amanti dei piccoli borghi della splendida Lunigiana.

mauri ha detto...

Ciao Alessandra,
condivido tutto quello che dici, ogni anno vedo sempre più forestieri, inglesi in primis, che comprano nei piccoli borghi, chissà che non tornino a vivere zone come Vallingasca...

Angelo Ghera ha detto...

salve io a vallingasca ci sono capitato per caso e devo dire che affascina questo borgo davvero bello peccato che ho potuto vederlo solo dalla strada poiche e chiuso l'accesso da un cancello con catena ci tornero in estate a vedere se è abitato se qualcuno ha notizie del paese mi piacerebbe condividerle grazie