Nei giorni scorsi siamo stati colpiti da una tremenda alluvione che ha stravolto il territorio, lo ha ferito a morte, facendo precipitare alcune zone in una specie di medioevo, comunicazioni interrotte, stradali, ferroviarie, telefoniche, di conseguenza mancanza di internet, in certe zone mancanza totale dell'acqua, della luce del gas, in altre zone è andata peggio, case distrutte, automobili inghiottite dalle acque.
Di immagini ne abbiamo viste molte in televisione e tutte dai contenuti apocalittici, vorrei fare una piccola considerazione su questo disastro, questa alluvione ha colpito una precisa regione idrografica, per capire meglio riporto alcune citazioni di antichi autori.
Quella regione a sè situata tra Toscana e Liguria la Lunigiana così definita da Francesco Poggi
« Una regione montagnosa formata da due gruppi, uno spettante alla catena appenninica, l'altro costituente la Alpi Apuane, il paese le cui acque sono raccolte dal bacino idrografico Magra-Vara. Le creste dei monti che circoscriverebbero questo bacino formerebbero il confine teorico della Lunigiana; ma tutti comprendono che il contrafforte appenninico, che trovasi alla destra della Vara e dell'ultimo tratto della Magra dalla confluenza dei due fiumi alla foce, non può essere diviso, perchè il versante occidentale discende e talora precipita nel mare, e non alimenta alcun bacino fluviale propriamente detto, essendo percorso, e ad intervalli abbastanza grandi, da piccoli torrenti in valli anguste che mettono direttamente alla costa. Cosicche tale contrafforte deve essere considerato da un certo punto in poi come una spessa parete al bacino Magra-Vara, e facendo quindi parte indivisibile ed integrante dello stesso bacino. a voler essere esatti, il paese così limitato comprenderebbe comprenderebbe, oltre il bacino della Magra-Vara, propriamente detto, anche il territorio litoraneo ad esso corrispondente, con le piccole valli che lo intersecano, prima fra tutte quella del Frigido » (1)
Il Caselli così definiva:
« Perciò i confini della Lunigiana, sono ben definiti, a S.-O. dal mare, tra la punta del Rospo, presso Deiva, al fosso del Cinquale, emissario del lago Porta, a S.-E. dallo spartiacque fra i bacini del Frigido e della Serra, spartiacque formato dalla vetta di varie collinette e dai monti delle Apuane; a N.-E, Nord e N.-O.dallo spartiacque della Magra formato dalla cresta appenninica; a Ovest dal tratto dello spartiacque della Vara a cui fanno seguito i monti e i poggi che declinano al mare » (2)
Scarse e incerte notizie storiche della regione le troviamo dal Bruzza che asserisce:
« il territorio Lunense fu già de' Liguri Apuani; ma, vinti che furono dai Romani l'anno 574 di Roma (180 a.c.), venne condotta a Luni una colonia di cittadini romani, ai quali furono assegnati terreni, ch'erano parte del territorio di Pisa. Tre anni dopo, cioè nel 577 di Roma (177 a.c.), vi furonio aggiunti altri duemila cittadini e dati ad ogni colono cinquantuno jugero e mezzo di terra presa ai Liguri, istituendo così una colonia, che stando sulla frontiera della Repubblica, fosse si forte, che bastasse a respingere gli assalti nemici » (3)
Non vi sono dubbi intorno alla descrizione fotografica del Golfo lasciataci dal geografo greco Strabone (Geografia, libr.V), tradotta dal Prof. Manara Valgimigli « Fra questi luoghi v'è la città e il porto di Luni; ma i Greci dicono città e porto di Selene. La città non è grande, il porto invece è grandissimo e bellissimo, e racchiude in sè più porti i quali sono tutti assai profondi benchè vicinissimi alla riva: e difatti questo porto era stato scelto bene come luogo d'ormeggio da uomini che furono padroni per molto tempo di questo mare. Inoltre questo porto è tutto chiuso in giro da alti monti, dai quali si vede già l'ampia distesa del mare ........ E vi sono cave non solo di marmo candido, ma anche di marmo screziato e striato di vene cerulee; e ve ne sono tante e così grandi, e danno tali colonne e lastre di un sol pezzo, che la più parte delle migliori opere che si vedono a Roma e nelle altre città trassero di qui il loro materiale. E del resto questo marmo è di facile trasporto, perchè le cave sono sui monti che sovrastano il vicino mare, e a sua volta il Tevere riceve facilmente i carichi che provengono dal mare ».
Da quste premesse riusciamo a capire che la zona colpita dall'alluvione è una sola quella del bacino idrografico Margra-Vara, diro di più una volta Luni (zona archeologica) aveva il suo porto, oggi è lontanissima dal mare, altre città litoranee avevano il porto e ora sono lontanissime dal mare, Spezia è sorta dall'interramento di parte del golfo e così altre zone, questo ci fa capire nel corso di 2000 anni quanto materiale è stato portato a valle da questi torrenti.
Il territorio sopra descritto non sono rare le frane per scorrimento e scoscedimento, provocate specialmente dalla erosione dell'acqua in seguito ad abbondanti precipitazioni atmosferiche.
Il Targioni (4) ricorda di un'enorme frana avvenuta nel 1606 a Montelungo, confine del Pontremolese con la provincia di Parma, sotto la quale rimase sepolto il villaggio omonimo le cui rovine furono disotterate in parte nel 1747. Ricorda inoltre un'altra frana avvenuta nel Pontremolese nel 1732, che atterrò ponti e case e causo la morte di parecchie persone e moltissimo bestiame con un danno di oltre 100 mila scudi.
Una frana di considerevoli dimensioni avvenne il 26 dicembre 1853 tra Vernazza e Corniglia, il zona chiamata Guvan, travolse tutto vigneti, case e precipitò in mare, causando anche un sommovimento del mare creando l'emersione di un tratto di fondale marino.
Sempre nella zona sono presenti tratti di terreno alluvionale, nella valle del Magra sono a Pontremoli, Villafranca, Tresana, Aulla, Santo Stefano, Cepparana, Sarzana e Luni.
Nella valle del Vara li troviamo a Brugnato, Borghetto Vara, Cavanella, Follo e Bottagna.
Questo per dire che alluvioni più o meno intense ci sono sempre state, ma se costruisci come ad Aulla dentro l'alveo del fiume, prima o poi il fiume ritorna a riprendere il suo letto, quindi ci sono delle precise responsabilità in merito all'accaduto, anche a Borghetto Vara probabilmente esistono delle responsabilità sull'accaduto.
A Pontremoli invece abbiamo delle situazioni fantozziane, ponti antichi che benissimo hanno retto la furia delle acque, mente un ponte costruito pochissimi anni fa voluto fortemente dall'amministrazione Ferri per unire la nuova zona artigianale con l'innesto dell'autostrada ha avuto un pilone piegato, ma chi sono stati quei proggettisti dilettanti che non hanno saputo costruire?
Un discorso diverso da fare per Mulazzo, antico borgo ora evaquato, la furia delle acque è stata immane e credo che solo in parte possiamo dare la colpa all'uomo, così come nelle cinque terre, parte della causa va ricercata nell'incuria dell'uomo, ma buona parte è dovuta alla bomba d'acqua.
Esistono tante tantissime storie che andrebbero raccontate, storie di morti, storie di gente che ha perso tutto, ma già tanto ne parlano i media, io voglio solo raccontare in breve la storia del canile comprensoriale della comunità montana della Lunigiana, anche lui costruito sulla riva di un torrente ospitana circa 215 cani, e a fianco con i soldi dei volontari era stata costruita una clinica per cani di proprietà dell'associazione, ebbene è stata distrutta dalla forza delle acque, mentre il restante canile è andato distrutto in buona parte sono morti alcuni cani e dei cuccioli, ora una piccola parte dei cani sono stati portati in altre strutture, ma ne rinangono ancora tantissimi è ci sarebbe bisogno di persone volonterose che li prendessero, i volontari stanno già lavorando per ripristinare il ripristinabile, ma è difficile anche andare al canile, la strada con cui si giungeva è stata distrutta perciò si può solo andare a piedi, hanno anche aperto una sottoscrizione per aiutare questa piccola ricostruzione per ridare una casa a questi nostri amici a 4 zampe.
Come potete vedere l'alluvione ha mille sfacettature, io mi ritengo fortunato perche non ho subito danni di sorta ma c'è gente che ha perso tutto, proprio tutto e possiede solo quello che indossa.
Tornando al titolo "dall'alluvione al medioevo" voglio solo dire che con le comunicazioni interrotte e non potendo comunicare con i cellulari viaggiavano leggende metropolitane ma anche un'infinità di informazioni vere che potevano essere trasmesse solo con il passa parola, un'ultima cosa durante quel breve lasso di tempo gli unici soldi erano quelli che avevi in tasca, bancomat e carte di credito non servivano non erano utilizzabili.
Se nel vostro piccolo potete fare qualcosa fatelo, grazie.
(1) F. Poggi, La storia della Lunigiana. In "Atti del congrsso per il riordinamento amministrativo della Lunigiana, promosso dal Comune della Spezia". La Spezia, 1914.
(2) C. Caselli, La Lunigiana geologica e preistorica. La Spezia, 1926.
(3) L. Bruzza, Sui marmi lunensi. In "Dissertazione della Pontificia Accademia Romana di Archeologia". Roma, 1884.
(4) G. Targioni, Relazione di alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana. Vol. X, Firenze, 1768-1769.
sabato 29 ottobre 2011
martedì 4 ottobre 2011
Riposarsi a volte stanca
Hai le gambe stanche, cosa c'è di meglio che stendersi sul divano?
Ma se poi arriva Holly, 6,5 Kg di peso,
riposarsi alla lunga stanca.
Ma se poi arriva Holly, 6,5 Kg di peso,
riposarsi alla lunga stanca.
lunedì 3 ottobre 2011
E l'autunno procede
E l'autunno procede, procede spedito, con un caldo anomalo, e io intanto continuo la raccolta di frutta e verdura dall'orto che mai così generoso era stato negli ultimi anni, fagiolini, fagioli, pomodori, insalate, porri, capucci, verze, ............, si passa attravero un periodo di fin troppa abbondanza, e che dire della frutta, pere a non finire, mele, le ultime pesche, insomma niente male.
I fagiolini sono ancora belli verdi se il tempo regge avremo una lunga stagione davanti.
Sono scarso di post in questo periodo, perche oltre a seguire l'orto, lavorare, fare il sidro (ma ne parleremo appena il tempo me lo permette), mi sto dedicando a lavori di rifacimento attorno a casa,
lui mi guarda stranito, ma i terrazzi quando cominciano a evidenziare segni tangibili
e urgenti di lavori bisogna mettere mano agli attrezzi e siccome io sono uno del fai da te, vai con i terrazzi, magari potrei fare un post a lavori ultimati su bricolage, sicuramente utile a risparmiare soldi.
Il fiore di cera quest'anno ha fiorito tre volte,
sembra non soglia smettere più, nel frattempo le talee di rosa continuano la loro lenta strada e
regalano degli innaspettati fiori.
Mentre un assembramento di scarabeo stercoraio
lavora alacremente.
Ma veniamo alla giornata di oggi, sono andato a Lucca alla giornata dello scambio dei fiori organizzata da ADiPA organizzazione no profit, giornata molto ben riuscita, si sono visti molti fiori alcuni comuni e anche di molto rari che venivano scanbiate.
La mostra scambio è riservata ai soli soci i quali portano le proprie piante, ma non necessariamente, all'arrivo vengono esposte, quindi si passa alla fase della prenotazione, quindi una giuria proclama i vincitori
delle piante più belle e più rare esposte.
Fase successiva via allo scambio, puoi aver portato 10 vasi e ritrovarti con l'andar via con 30 o viceversa o fare come il sottoscritto che era andato solo per fare un giro, non volevo portare a casa nessuna pianta, troppi lavori in corso, volevo rimandare tutto alla prossima primavera e invece alla fine 6 vasi e dei bulbi di aglio gigante o per meglio dire di "allium ampeloprasum ssp. ampeloprasum" giusto per essere precisi.
Questa sopra è una rarità semi di mangrovia perfettamente germinati, sicuramente una pianta non rustica, ma le passioni non hanno confine.
Per gli amanti dell'orto a maggio ci sarà la mostra scambio delle piantine da orto, il tutto avviene senza alcuno scambio di denaro, all'interno dell'associazione c'è il libero scambio e sono espulsi i socio che tentano di vendere le loro piante.
La giornata è terminata con un pranzo conviviale consumando i succulanti piatti portati dai soci e condivisi facendo gustare a tutti il piacere dei sapori più disparati.
I fagiolini sono ancora belli verdi se il tempo regge avremo una lunga stagione davanti.
Sono scarso di post in questo periodo, perche oltre a seguire l'orto, lavorare, fare il sidro (ma ne parleremo appena il tempo me lo permette), mi sto dedicando a lavori di rifacimento attorno a casa,
lui mi guarda stranito, ma i terrazzi quando cominciano a evidenziare segni tangibili
e urgenti di lavori bisogna mettere mano agli attrezzi e siccome io sono uno del fai da te, vai con i terrazzi, magari potrei fare un post a lavori ultimati su bricolage, sicuramente utile a risparmiare soldi.
Il fiore di cera quest'anno ha fiorito tre volte,
sembra non soglia smettere più, nel frattempo le talee di rosa continuano la loro lenta strada e
regalano degli innaspettati fiori.
Mentre un assembramento di scarabeo stercoraio
lavora alacremente.
Ma veniamo alla giornata di oggi, sono andato a Lucca alla giornata dello scambio dei fiori organizzata da ADiPA organizzazione no profit, giornata molto ben riuscita, si sono visti molti fiori alcuni comuni e anche di molto rari che venivano scanbiate.
La mostra scambio è riservata ai soli soci i quali portano le proprie piante, ma non necessariamente, all'arrivo vengono esposte, quindi si passa alla fase della prenotazione, quindi una giuria proclama i vincitori
delle piante più belle e più rare esposte.
Fase successiva via allo scambio, puoi aver portato 10 vasi e ritrovarti con l'andar via con 30 o viceversa o fare come il sottoscritto che era andato solo per fare un giro, non volevo portare a casa nessuna pianta, troppi lavori in corso, volevo rimandare tutto alla prossima primavera e invece alla fine 6 vasi e dei bulbi di aglio gigante o per meglio dire di "allium ampeloprasum ssp. ampeloprasum" giusto per essere precisi.
Questa sopra è una rarità semi di mangrovia perfettamente germinati, sicuramente una pianta non rustica, ma le passioni non hanno confine.
Per gli amanti dell'orto a maggio ci sarà la mostra scambio delle piantine da orto, il tutto avviene senza alcuno scambio di denaro, all'interno dell'associazione c'è il libero scambio e sono espulsi i socio che tentano di vendere le loro piante.
La giornata è terminata con un pranzo conviviale consumando i succulanti piatti portati dai soci e condivisi facendo gustare a tutti il piacere dei sapori più disparati.
venerdì 23 settembre 2011
Danzò e rise... Rise e danzò
Chi governa questo mondo è un traditore, perché non lo sa governare bene.
........................................................................
In questo periodo molti politici dell’opposizione sono convinti che il cambiamento sia dietro l'angolo e basti dare solo una spallata decisa.
« Le masse che sembrano adorare questa classe politica in realtà sono vili e impotenti.
Il governo e la cricca lo sanno e sogghignano. »
« Io so, noi sappiamo, che cento uomini - degni di questo nome - potrebbero fare quello che tutti questi politici "organizzati" incoscienti non sono e non saranno mai capaci di fare. »
« E impotenti partirono e precipitarono...
Partirono verso il regno della suprema viltà umana.
Precipitarono verso il fango di questa crisi globale.
Partirono e precipitarono....
E la morte verrà!
Verrà ebbra di sangue e danzerà macabramente sul mondo.
Danzerà con piedi di folgore...
Danzerà e riderà...
Riderà e danzerà...
Per lunghi anni.
Ah, come è volgare la morte che danzerà senza avere sul dorso le ali di un'idea...
Che cosa idiota morire senza sapere il perché... »
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In questo periodo molti politici dell’opposizione sono convinti che il cambiamento sia dietro l'angolo e basti dare solo una spallata decisa.
« Le masse che sembrano adorare questa classe politica in realtà sono vili e impotenti.
Il governo e la cricca lo sanno e sogghignano. »
« Io so, noi sappiamo, che cento uomini - degni di questo nome - potrebbero fare quello che tutti questi politici "organizzati" incoscienti non sono e non saranno mai capaci di fare. »
« E impotenti partirono e precipitarono...
Partirono verso il regno della suprema viltà umana.
Precipitarono verso il fango di questa crisi globale.
Partirono e precipitarono....
E la morte verrà!
Verrà ebbra di sangue e danzerà macabramente sul mondo.
Danzerà con piedi di folgore...
Danzerà e riderà...
Riderà e danzerà...
Per lunghi anni.
Ah, come è volgare la morte che danzerà senza avere sul dorso le ali di un'idea...
Che cosa idiota morire senza sapere il perché... »
domenica 11 settembre 2011
Settembre promette bene
La foto è pessima, ma la talea di rosa promette molto bene è fiorita regalandomi una bellissima rosa dal colore vellutato.
Questa mattina uscendo per il classico giro con il cane mi sono imbattuto appena fuori del paese a quota 700 metri nelle feci del lupo, la cosa è abbastanza insolita in quanto in questo periodo sono molto più in alto.
Lupo e lince sono gli unici due animali che non sono ancora riuscito a incontrare a tu per tu nei boschi, linci per ora non sono molto numerose, mentre il lupo è presente con una cinquantina di esemplari.
Il mese scorso ho fatto l'idromele e oggi non ho resistito mi sono stappato una bottiglia, non è ancora pronto, ha bisogno di invecchiare almeno sei mesi, ma sembra promettere molto bene,
colore dorato, limpido, diamogli il tempo di maturare.
Fiori di stagione, o di fine stagione.
E' un piacere ammirarli.
Sotto un esperimento di quelli impossibili, piselli seminati a fine luglio, riusciranno a dare frutto prima che arrivi l'inverno?, per ora abbiamo dei timidi fiori, poi si vedrà....
Questa mattina uscendo per il classico giro con il cane mi sono imbattuto appena fuori del paese a quota 700 metri nelle feci del lupo, la cosa è abbastanza insolita in quanto in questo periodo sono molto più in alto.
Lupo e lince sono gli unici due animali che non sono ancora riuscito a incontrare a tu per tu nei boschi, linci per ora non sono molto numerose, mentre il lupo è presente con una cinquantina di esemplari.
Il mese scorso ho fatto l'idromele e oggi non ho resistito mi sono stappato una bottiglia, non è ancora pronto, ha bisogno di invecchiare almeno sei mesi, ma sembra promettere molto bene,
colore dorato, limpido, diamogli il tempo di maturare.
Fiori di stagione, o di fine stagione.
E' un piacere ammirarli.
Sotto un esperimento di quelli impossibili, piselli seminati a fine luglio, riusciranno a dare frutto prima che arrivi l'inverno?, per ora abbiamo dei timidi fiori, poi si vedrà....
lunedì 5 settembre 2011
Letargo d'agosto
Questo periodo d'assenza dal blog è stato una specie di letargo, "letargo d'agosto" così lo definirei, io c'ero ma ero diventato come invisibile, per usare un esempio potrei citare il lupo, ne sono stati censiti una cinquantina su nell'appennino e salendo in quota si scorgono facilmente le sue feci, tracce anche recentissime, ma in questo periodo che ho scarpinato in lungo e in largo su e giù dai crinali mai un incontro.
Ecco, sono stato come il lupo, vagago errando per i boschi, lontano da tutta quell'orda di forestieri che si è riversata quest'anno come non mai in Lunigiana, gente che creava confusione, rompeva la tranquillità di queste valli, portava traffico.Preferivo camminare solitario, ammirare una farfalla, ascoltare il bosco in questa calura estiva.
E' stata un'estate strana, prima il freddo, poi il caldo soffocante e la mancanza di acqua.
I pomodori quest'anno sono stati copiosi, quello più grosso è un cimelio di famiglia, ora lo coltivo io, ma anche mio padre continua a coltivarlo, prima di noi lo coltivava mio nonno (morto 30 anni fa), con questo posso assicurare che stiamo tramandando lo stesso seme da oltre 50 anni, sempre lo stesso, ormai è una tradizione di famiglia, non so di che varietà si tratti e non che me ne importi molto, conta molto di più il valore affettivo.
Per quel che conta posso dire che difficilmente (anzi raramente) si ottengono pomodori sotto i 600 grammi e che siamo arrivati a produrne uno di 1300 grammi, dal sapore molto buono e con pochi semi, direi insuperabile.
La mia ucita dal letargo è stata lenta, mi ha portato prima ad una festa partigiana alla collina rossa del Merizzo, paese passato alle cronache fra l'altro perchè durante l'ultima guerra su 400 abitanti ha avuto 10 confinati politici, una bella percentuale, comunque per chi volesse saperne di più può guardare quà , poi solo degli intremezzi a suon di birre per incontrare amici, fino a ieri.
Murabilia ecco dove sono stato, metto qualche foto, a proposito di zucche sono arrivato proprio nel momento che pesavano quella che è arrivata prima con lo stratosferico peso di 505 Kg di Stefano , già arrivato settimo al campionato europeo lo scorso anno.
Ecco le prime tre classificate.
Poi una mostra di trattori (e non solo) d'epoca.
Peperoncini.
Altre zucche di tutte le forme, misure, colori.
Rose, alcune veramente incantevoli.
Alla mostra ho incontrato l'insuperabile Sara , che mi ha tirato le orecchi perchè non aggiornavo più il blog, ma ora provvedo.
Piante grasse.
Oggetti di decoro per il giardino.
Ma poi tornato a casa mi devo cimentare con il mio orto e con le misure normali delle mie zucche, sotto una violina.
A dimenticavo volevo far vedere a Sara le talee di rosa che ho fatto alla fine di luglio, a me sembrano un portento, hanno fatto una vegetazione incredibile.
Nell'orto di settembre trovi i fagioli nani seminati a Sant'Anna (come consigliavano i vecchi) in fiore
stesso discorso per i fagiolini.
Ma i fagioli li trovi anche così
e i fagiolini anche se ormai alla fine si difendono così
Oggi è arrivata anche la pioggia, avevo perso il conto da quanto tempo non ne cadeva, le piante da frutto ringraziano.
Sempre a proposito di zucche, la piacentina.
altra piacentina
ma nel mio orto si trova anche quella di chioggia ancora molto indietro, è un esperimento vedremo se ci sarà anche il risultato.
Questa è una fuori quota
Cetrioli che faticano su una pianta di kaki.
Di frutta quest'anno possiamo dire sia un'annata eccezionale veramente, dopo le susine copiose, avremo pere abbondanti.
Ancora pere.
Rose bagnate dalla pioggia di settembre.
Dimenticavo le mele, una al giorno ci toglie i problemi di torno (forse no, ma mi piace pensarlo).
Riprendo a postare da quà, l'autunno sarà sicuramente carico di frutti, di idee, di progetti, di scambi, insomma sarà una bella stagione!
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giovedì 21 luglio 2011
Al pascolo
Immagine ormai rara anche nell'appennino, l'abbandono dell'agricoltura da queste parti è stata pressochè totale (oserei dire).
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