Ritorno sui pomodori che lentamente continuano a maturare, queste foto sono di mercoledì 17 luglio,
il primo è il chibikko, origine dal Giappone pianta che prende la forma naturale di cespuglio
sotto il glacier, pomodoro che avevo già coltivato anche lo scorso anno, adatto a climi freddi
ora il guayacu rouge mini
sotto il karos, altro pomodoro precoce
e per ultimo un wildtomate
Quest'anno siamo molto indietro con la stagione di circa un mese, questi sono pomodori che avrebbero dovuto maturare alla fine di giugno, altre varietà si stanno preparando e seguiranno nuovi aggiornamenti sui pomodori dell'orto.
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sabato 20 luglio 2013
domenica 21 aprile 2013
Semina dei pomodori
A metà marzo ho seminato i pomodori, una prima parte delle varietà, e ai primi di aprile le restanti e forse qualche altro lo devo ancora seminare, scommetto che siete curiosi come sempre di sapere le varietà seminate, allora eccovi l'elenco:
Brandywine otv
Eureka
Henderson 's Pink ponderosa
Kiev
Manitoba
Missouri pink love apple
Montreal Tasty
Montserrat
Principe borghese
Non dite che sono tanti, si poteva far di meglio, anzi ne devo ancora seminare qualcuno, sono per la maggior parte varietà antiche sono presenti solo una decina di selezioni moderne, giusto per la cronaca ne ho seminate solo 4 piante per varietà (così evitate di chiedermelo), di sicuro i pomodori quest'anno non mi mancheranno nel piatto.
1884
1884
purple
Absinthe
Accordeon Rouge
African beefsteak
Aker's West Virginia Black
Amana orange
Amateurs dreams
Amish paste
Anahu
Andine cornue
Andine cornue orange
Andine Noire
Anna russian
Aromastar
Atom
Aunt gertie's gold
Aunt ginnie's purple
Bangladesh heart
Belmonte
Bison
Bistecca di Romano
Bistecca duri
Bistecca della Pierina
Bistecca rosa
Bistro
Black Aisberg
Black ethiopian
Black muntain pink
Black plum
Black prince
Black yumyum
Bloody Butcher
Blue berry
Bobbie
Borgo cellano
Bosque blue
Bosque bumble bee'
Brad's black heart
Brandiwine (1)
Brandiwine (2)
Brandiywine giallo
Brimmer
Brin de Muguet
Brown berry
Bulgarian triumph
Burpee delicus
Canabec rouge
Candy Stripes
Canestrini di Lucca
Canestrino antico
Carioca
Chapman
Charbonnière du berry
Charlie green
Chernomor
Cherokee chocolate
Cherokee Purple
Chibikko
Chocolate
Chocolate stripes
Chrismas grapes
Ciliegino nero dalla Turchia
Cleopatra
Cleota yellow
Coeur de Boeuf Albenga
Coeur de boeuf blanc
Coeur de boeuf jaune
Coeur de boeuf orange
Comet
Corleone
Costa rica
Costoluto fiorentino
Costoluto Francia
Costoluto grosso tipo genovese
Côte-st-andré
Coucher de soleil
Coustrale
Crnkovic Yugoslavian
Cuban black
Cuban black
Cul de Singe
Cuore di bue doppio
Cuore di bue rosa
Cuore di bue rosso
Darocense
Datteltomate aus marokko
Datterino
De Barao orange
De Barao yellow
Délice d'or
Delicius
Di catenna
Double rich
Dr Buresh Pink Italian
Dr Wyche's yellow
Dutchmann
Dwarf Champion
Dwarf Mr. Snow
Dwarf Sleeping Lady
Dwarf Summertime green
Dwarf Wild Fred
Earliana
Eksootika
Enrica
Evans Purple Pear
Fakel
Fantôme du Laos
Ferris wheel
Ficarazzi
Fontanka
Fragolone di Lucca
Fritz akerman
Gajo de Melon
Gandria
Gardeners delight
Georgia Streak
Giallo d'inverno da serbo
Giant Lemon
Giant Russian
Gigante di rotonda
Gillogly pink
Glacier
Gold medal
Gold nugget
Golden sunrise
Green Copia
Green Skin Longkeeper
Gregori altai
Guayacu rouge mini
Hangetomate
Hawaiian Pineapple
Hazel Mae
Heart of Compassion
Heart's delight black
Hess
Howard german
Humboldtii
Idéal
Improved Colossal Crimson
Indian Moon
J & L select blue
Jerry's German Giant
Joyau d'Oaxaca
Karos
Kellogg's Breakfast
Kentuchy Heirloom viva
Kg della Garfagnana
Ledoux special
Lemon boy
Libanaise des Montagnes
Lime green salad
Lovisuda
Lungo Facchin
Maglia rosa
Maguy
Mallorquin
Mammoth German Gold
Mano
Marmande
Marvel Striped
Melanocarpa
Mémé de Beauce
Meraviglia dei mercati Francia
Merville des marches
Mexicaine
Mexico
Miel du Mexique
Mille Fleurs
Miracle of the World
Mong
Moresco
Mortgage Lifter Bicolor
Mortgage Lifter Ven
Moskovskij Delikates
Mountain Princess
Muchamiel
Muchamiel selección cuello verde
Mule team
Nanni Bao
Nectarine
Nero di crimea
Neves azorean red
Nicoviotis Orange
Nil River Egyptian
Nova
Ochsenherz
Old german
Omar lebanese
Orange Russian 117
Orange strawberry
Osu blue
Oxeheart pink
Paul Robeson
Pêche Rose
Pêche Rose
Peche rouge
Pera d'Abruzzo
Perino giallo
Persimmon
Petre Glazebrook selection
Piennolo del Vasuvio
Pik's Yugo
Pineapple
Pink berkeley tie die
Piombino
Pisanello
Plus de 1 kilo
Poire jaune
Pomme Rouge de Montpellier
Pomodorino d'Ischia
Pomodoro tondo di Romano
Pomodoro nero Francia
Ponderosa golden
Presidente Garfield
Pruden's Purple
Pruden's Purple
Prunes verte
Qianglimishou
Re umberto
Re umberto originale
Red Gold Stripe
Reisentomate
Riccio di Parma
Richard
Riessen
Roma
Roman striped
Rosa di Berna
Rotgelb
Rouge grosse (dalla Francia)
Royale
des guineaux
Russe rouge
Santa Cruz-Kada
Scabitha
Shuntukskii giant
Siberia
Sibiriskiy Skoropelyi
Siletz
Smaragdapfel
Soldaki
Southern night
Special Turkish
Stupice
Sub artic
Sube von der krim
Summer Cider Apricot
Super colosse
Super Steak
Sweet baby
Tangerine ribbed
Tarvase Suda
Tchornyi Mavr
Tel Aviv Train
Tempête de SableNon dite che sono tanti, si poteva far di meglio, anzi ne devo ancora seminare qualcuno, sono per la maggior parte varietà antiche sono presenti solo una decina di selezioni moderne, giusto per la cronaca ne ho seminate solo 4 piante per varietà (così evitate di chiedermelo), di sicuro i pomodori quest'anno non mi mancheranno nel piatto.
venerdì 28 settembre 2012
Lycopersicon "Reisetomate"
Questo è l'ultima varietà di pomodoro che ho coltivato, o meglio ho inserito nella mia collezione, è frutto di uno scambio con un ragazzo di Bologna, gli americani lo considerano un pomodoro da picnic, dicono loro: "quando vai nei parchi a mangiare se decidi di farti un piatto di pomodori e ti rimane mezzo pomodoro tagliato, non sai mai dove metterlo, con questo non c'è problema", in effetti questo è un pomodoro a spicchi, unico frutto ma con spicchi separati (come nelle arance), pomodoro di medie dimensioni, ma dovrò ri-coltivarlo il prossimo anno per essere più preciso, l'anno in corso non fa testo, piante piccole, determinate, anche se poi alla maturazione dei frutti il peso fa piegare diversi rami fino a terra.
Pomodoro gradevole con molti semi.
Pomodoro gradevole con molti semi.
venerdì 21 settembre 2012
Pomodori
Alcune foto di una parte dei pomodori che coltivo, una piccola biodiversità personale.
Le foto non presentano soggetti completamente maturi, perchè a me piace ricordare
il lavoro e la fatica che si nasconde dietro un'orto
mi piace veder crescere i miei pomodori
per tanto tempo rimangono verdi
in attesa di quel cambio di colore
che alla fine ne decreterà la maturazione
ci sono pomodori antichi e pomodori nel mio orto di cui parlerò e farò vedere le foto prossimamente
tutti i miei pomodori non conoscono trattamenti ne chimici, ne biologici, sono lasciati così,
nella grande biodiversità del mio orto non hanno subito malattie
solo la calura eccessiva e la siccità eccessiva di quest'estate li ha messi alla prova
e in effetti ho avuto soggetti di dimensioni ridotte
nessun pomodoro da record quest'anno, peccato
ma non sono ancora soddisfatto
voglio incrementare ancora le varietà che coltivo
una specie di banca personale dei semi
e anche se il mio orto è a 800 metri mi sta regalando ancora tanti pomodori
anzi dirò di più gli ultimi che ho seminato con tantissimo ritardo, dovrebbero maturare tra una decina di giorni, l'ennesimo esperimento, e staremo a vedere.
Le foto non presentano soggetti completamente maturi, perchè a me piace ricordare
il lavoro e la fatica che si nasconde dietro un'orto
mi piace veder crescere i miei pomodori
per tanto tempo rimangono verdi
in attesa di quel cambio di colore
che alla fine ne decreterà la maturazione
ci sono pomodori antichi e pomodori nel mio orto di cui parlerò e farò vedere le foto prossimamente
tutti i miei pomodori non conoscono trattamenti ne chimici, ne biologici, sono lasciati così,
nella grande biodiversità del mio orto non hanno subito malattie
solo la calura eccessiva e la siccità eccessiva di quest'estate li ha messi alla prova
e in effetti ho avuto soggetti di dimensioni ridotte
nessun pomodoro da record quest'anno, peccato
ma non sono ancora soddisfatto
voglio incrementare ancora le varietà che coltivo
una specie di banca personale dei semi
e anche se il mio orto è a 800 metri mi sta regalando ancora tanti pomodori
anzi dirò di più gli ultimi che ho seminato con tantissimo ritardo, dovrebbero maturare tra una decina di giorni, l'ennesimo esperimento, e staremo a vedere.
martedì 19 giugno 2012
Shiso
Nel mio orto ho piantato anche lo shiso, per il momento è ancora una piantina piccola.
Per gli amanti della precisione possiamo dire che si tratta di:
Perilla frutescens L. var. crispa - Laminaceae
Breve descrizione: Specie annuale alta fino a 1 metro, foglie subtriangolari, dentate sul margine e leggermente increspate.
Fiori bilabiati bianchi in infiorescenze apicali.
Le foglie sono molto aromatiche e sono ampiamente impiegate nella cucina giapponese, si possono usare anche per insaporire insalate e salse varie.
Dimenticavo, il luogo d'origine: Himalaya e Asia centrale.
Per gli amanti della precisione possiamo dire che si tratta di:
Perilla frutescens L. var. crispa - Laminaceae
Breve descrizione: Specie annuale alta fino a 1 metro, foglie subtriangolari, dentate sul margine e leggermente increspate.
Fiori bilabiati bianchi in infiorescenze apicali.
Le foglie sono molto aromatiche e sono ampiamente impiegate nella cucina giapponese, si possono usare anche per insaporire insalate e salse varie.
Dimenticavo, il luogo d'origine: Himalaya e Asia centrale.
sabato 11 febbraio 2012
AGLIO
Sull’aglio si è scritto tanto e sembra quasi superfluo che io scriva dell’altro, ma stimolato dalla domanda di Vera sul tempo di piantagione racconterò la mia esperienza nel caso qualcuno possa trarne delle indicazioni, ma andiamo per ordine, rispondendo subito al suo quesito, ho piantato aglio bianco e mi sono basato sull’esperienza secolare dei vecchi che dicono “chi vuole un bell’agliaro lo pianti in gennaro”, insomma ho usato i proverbi e un po’ di buon senso visto che piantandolo dopo i bulbilli vanno in sofferenza, per quanto riguarda le piantagioni autunnali ti rimando a quanto scrivo sotto.
ORIGINE E DIFFFUSIONE
L’aglio originario della regione del Kirghiz, nell’Asia dove tutt’ora crescono alcune forme spontanee, esso conta una tradizione secolare in gran parte delle regioni dell’Europa e dell’Asia: già 3.000 anni prima di Cristo veniva utilizzato dagli egizi, dai greci e dai romani, il suo impiego nell’alimentazione e nella medicina è noto da tempo remoto anche in Cina e in India.
L’Italia con Francia e Spagna sono i più grandi produttori di aglio dall’Unione Europea.
Le nostre regioni più vocate alla coltivazione dell’aglio sono il Veneto (provincia di Rovigo), la Lombardia (Piacenza), la Campania (provincia di Caserta, Napoli e Avellino), l’Emilia Romagna (Bolognese) e la Sicilia (Agrigento e provincia di Caltanisetta).
ADATTAMENTO AMBIENTALE ED ESIGENZE
Terreno
E’ una pianta molto rustica che si può coltivare in qualsiasi tipo di terreno purchè non eccessivamente umido e compatto. L’aglio è molto sensibile ai ristagni d’acqua che favoriscono l’insorgere di marciumi e compromettono la conservabilità dei bulbi.
L’acidità ottimale del terreno per la sua coltivazione e tra pH 8,3 e 8,5.
Clima
Anche se resistente alle basse temperature, le migliori condizioni per la crescita dei bulbi si registrano nei climi temperato-caldi e in condizioni di prolungata luminosità.
Dove si hanno giorni corti (meno di 11 ore di luce giornaliere) e temperature inferiori ai 10-15°C, l’aglio rimane verde e stenta a differenziare i bulbilli.
Quindi è necessario assicurargli una buona esposizione a Sud e temperature medie superiori ai 15°C (meglio se comprese tra i 18 e 1 23°C).
TECNICA COLTURALE
Preparazione del terreno
E’ indispensabile una buona sofficità del terreno. Per evitare l’insorgere di marciumi, malformazioni e lesioni al momento della raccolta nei terreni molto compatti dove si teme il ristagno dell’acqua si effettua una sistemazione a porche che permette di ridurre almeno in parte i danni.
SARCHIATURA
Sono necessarie almeno 2-3 sarchiature tra marzo e maggio per arieggiare il terreno, eliminare le infestanti e rompre la crosta superficiale che può essere dannosa per l’accrescimento regolare dei bulbi.
Le sarchiature vanno fatte con molta attenzione per non danneggiare i bulbi e l’apparato radicale che è molto superficiale.
RINCALZATURA
Non è necessaria per la coltivazione dell’aglio, mentre nei terreni argillosi è utile rimuovere il terreno attorno ai bulbi per facilitare la maturazione e ridurre il pericolo dei marciumi.
ASPORTAZIONE DELLO SCAPO FIORALE
Lo scapo fiorale va asportato quando è alto circa un palmo per evitare che le sostanze nutritive destinate a ingrossare i bulbilli vengano impiegate per la differenziazione degli organi di riproduzione.
L’emissione del fiore sembra essere un fenomeno ereditario, pertanto è bene non usare i bulbilli di quelle piante per la futura piantagione.
TORSIONE DELLE FOGLIE
Questa pratica è una consuetudine tra molti coltivatori, ma essa è inutile e controproducente in quanto così facendo le sostanze nutritive presenti nelle foglie non possono migrare liberamente verso gli organi di riserva rappresentati dai bulbilli.
FABBISOGNO IDRICO
Nelle regioni settentrionali le esigenze idriche sono soddisfatte dalle precipitazioni atmosferiche, qualche problema si può avere al meridione nelle annate particolarmente siccitose.
Il periodo di maggior richiesta idrica corrisponde al momento dell’ingrossamento del bulbo, dai primi di marzo a metà giugno, in tale periodo sono necessari alla pianta circa 250 mm di pioggia.
Solo se non vengono soddisfatte tali esigenze si può pensare di innaffiarlo e comunque in ogni caso almeno tre settimane prima dell’estirpazione dei bulbi per facilitare la maturazione e non compromettere la conservazione.
PIANTAGIONE
Nel nostro clima la lunghezza del fotoperiodo è insufficiente per far montare a seme l’aglio, che arriva al massimo a differenziare lo scapo fiorale, pertanto la riproduzione della pianta avviene utilizzando i bulbilli.
Per ottenere buoni risultati si usano solo gli spicchi esterni, scegliendo i più grossi e arquati e interamente rivestiti delle caratteristiche tuniche.
Il primo periodo vegetativo la pianta usa esclusivamente le sostanze di riserva contenute nel bulbillo, pertanto più sviluppati saranno gli spicchi più rapido sarà il germoglia mento e più vigorose le piante.
Le capacità di germinazione oltre che dalle dimensioni dello spicchio e da quelle pedoclimatiche, anche dalle condizioni di conservazione cui sono stati sottoposti i bulbilli, dato che sono caratterizzati da un periodo di quiescenza che per essere interrotto ha bisogno di condizioni di bassa temperatura.
I migliori risultati si registrano quando conserviamo i bulbilli a +10°C per almeno sessanta giorni, una conservazione a temperature più basse o poco superiori allo 0°C da luogo a una germinazione anticipata con formazione di bulbi soprannumerari e malformati.
DENSITA’ D’IMPIANTO
L’ottimale e di 25-30 bulbilli/mq (40 cm tra le file e 7,5-12,5 cm lungo la fila); impianti più fitti sono giustificati unicamente per la produzione di aglio destinato a essere consumato fresco.
Con l’aumentare della densità d’impianto aumenta la resa unitaria ma diminuisce il peso di ogni singolo bulbo.
I bulbilli si pongono in solchetti profondi 5-7 cm o in piccole buchette, senza pressare eccessivamente gli spicchi contro il terreno per non compromettere lo sviluppo delle radici.
L’apice deve essere rivolto verso l’alto, altrimenti si rischia un’elevata percentuale di bulbi malformati.
PERIODO D’IMPIANTO
Seguendo il calendario lunare il periodo migliore sembra essere compreso tra il 5° giorno prima della luna piena e il seguente.
Le varietà di “aglio bianco” si piantano da gennaio a marzo, mentre quelle di “aglio rosa” vanno interrate in ottobre-novembre.
Per evitare il rischio di marciumi che possono risultare di estrema gravità nei primi stadi di sviluppo è necessari che le piante abbiano il tempo di radicare e di emettere il germoglio prima del gelo.
Per gli stessi motivi nei terreni molto argillosi o nelle zone a clima molto umido è preferibile rimandare la piantagione a fine inverno.
Non bisogna mai esagerare nell’anticipare troppo la piantagione autunnale poiché si può correre il rischio di stimolare la differenziazione dei bulbilli troppo presto, quando le condizioni climatiche non sono ancora favorevoli all’ingrossamento dei bulbi.
SCELTA DELLE VARIETA’
Fatta eccezione per il “bianco piacentino” di recente costituzione, per l’aglio non si può parlare di varietà vere e proprie ma di ecotipi spesso caratterizzati da profonde diversità nel comportamento biologico, nelle dimensioni, nel colore delle tuniche, nella precocità e nel contenuto aromatico.
Si dividono in due tipi “aglio bianco” o “comune” e “aglio rosa”.
L’aglio bianco è il più coltivato e comprende numerose popolazioni locali, oltre al già citato “bianco piacentino” ricordiamo il “bianco piemontese”, il “bianco veneto”, il “bianco del fucino”, il “bianco di Napoli”, il “bianco calabrese”, il “bianco siciliano”.
Tutti questi sono caratterizzati da tuniche esterne bianco-argentee e interne paglierine, una larga adattabilità, elevata rusticità, sapore molto accentuato e un’ottima conservabilità, con bulbi compatti e serrati con 14-15 bulbilli.
All’aglio rosa fanno capo numerosi ecotipi il “primaticcio rosa”, il “rosa napoletano”, il “rosa della piana di Catania”, il “rosso di Sulmona”.
Presenta tuniche interne sfumate di rosa e un sapore molto accentuato.
Meno coltivato rispetto al bianco a causa dell’elevata sensibilità all’umidità e la conseguente limitata conservabilità.
Presenta un’elevata precocità (anche un mese), maggiori dimensioni a cui a volte corrisponde un numero maggiore di spicchi di piccole dimensioni e distribuiti in modo irregolare.
CONCIMAZIONE
L’aglio non gradisce l’apporto di sostanza organica fresca che comporta l’insorgenza di marciumi e compromette la conservabilità.
Soltanto la somministrazione di letame o composto ben maturo possono assicure al terreno un apporto equilibrato non solo di azoto, fosforo e potassio ma anche di tutta una serie di elementi nutritivi, come zolfo, boro, molibdeno, zinco, la cui presenza è indispensabile per ottenere un prodotto di qualità.
AVVICENDAMENTI E CONSOCIAZIONI
L’aglio trae vantaggio nel seguire raccolti di spinaci, cavoli e patate, mentre è svantaggiato dopo altre bulbose o piante a radice carnosa.
Nelle consociazioni risulta deprimente per fagioli, piselli e taccole, mentre è vantaggiosa la consociazione con pomodori, fragole, cetrioli, prezzemolo, lamponi e alberi da frutto.
Per motivi fitosanitari è opportuno far trascorrere almeno 4-5 anni prima di piantare l’aglio nello stesso appezzamento di terreno.
RACCOLTA E CONSERVAZIONE
Al Nord si raccoglie da giugno ad agosto, al Sud la raccolta è anticipata di uno o due mesi.
Viene estirpato in una giornata di sole, quando almeno otto decimi dei bulbi si presentano con foglie completamente secche o ingiallite, viene lasciato al sole e all’aria per un po’ per permettere l’essicazione completa dei bulbi.
PRINCIPALI PATOLOGIE
Le principali avversità sono: la peronospora che colpisce dalle giovani piante ai bulbi maturi, la ruggine che colpisce dalle prime fasi vegetative ai bulbi in via di maturazione, il marciume polverulento si manifesta principalmente nei bulbi immagazzinati, la mosca dell’aglio che attacca i bulbi da aprile a luglio, la tignola che attacca i bulbi da aprile a luglio, i brachieri o punteruoli dell’aglio che attaccano i bulbi in fase di accrescimento.
NOTE
Si può usare l’estratto di aglio mettendolo in infusione al 10% in acqua per 2 ore come insetticida naturale nella lotta ai parassiti delle piante, si ottiene una mortalità del 69%, inferiore a quella del tabacco, ma superiore agli estratti idro-alcolici di propoli.
Insomma un antiparassitario da usare sicuramente e rivalutare.
ORIGINE E DIFFFUSIONE
L’aglio originario della regione del Kirghiz, nell’Asia dove tutt’ora crescono alcune forme spontanee, esso conta una tradizione secolare in gran parte delle regioni dell’Europa e dell’Asia: già 3.000 anni prima di Cristo veniva utilizzato dagli egizi, dai greci e dai romani, il suo impiego nell’alimentazione e nella medicina è noto da tempo remoto anche in Cina e in India.
L’Italia con Francia e Spagna sono i più grandi produttori di aglio dall’Unione Europea.
Le nostre regioni più vocate alla coltivazione dell’aglio sono il Veneto (provincia di Rovigo), la Lombardia (Piacenza), la Campania (provincia di Caserta, Napoli e Avellino), l’Emilia Romagna (Bolognese) e la Sicilia (Agrigento e provincia di Caltanisetta).
ADATTAMENTO AMBIENTALE ED ESIGENZE
Terreno
E’ una pianta molto rustica che si può coltivare in qualsiasi tipo di terreno purchè non eccessivamente umido e compatto. L’aglio è molto sensibile ai ristagni d’acqua che favoriscono l’insorgere di marciumi e compromettono la conservabilità dei bulbi.
L’acidità ottimale del terreno per la sua coltivazione e tra pH 8,3 e 8,5.
Clima
Anche se resistente alle basse temperature, le migliori condizioni per la crescita dei bulbi si registrano nei climi temperato-caldi e in condizioni di prolungata luminosità.
Dove si hanno giorni corti (meno di 11 ore di luce giornaliere) e temperature inferiori ai 10-15°C, l’aglio rimane verde e stenta a differenziare i bulbilli.
Quindi è necessario assicurargli una buona esposizione a Sud e temperature medie superiori ai 15°C (meglio se comprese tra i 18 e 1 23°C).
TECNICA COLTURALE
Preparazione del terreno
E’ indispensabile una buona sofficità del terreno. Per evitare l’insorgere di marciumi, malformazioni e lesioni al momento della raccolta nei terreni molto compatti dove si teme il ristagno dell’acqua si effettua una sistemazione a porche che permette di ridurre almeno in parte i danni.
SARCHIATURA
Sono necessarie almeno 2-3 sarchiature tra marzo e maggio per arieggiare il terreno, eliminare le infestanti e rompre la crosta superficiale che può essere dannosa per l’accrescimento regolare dei bulbi.
Le sarchiature vanno fatte con molta attenzione per non danneggiare i bulbi e l’apparato radicale che è molto superficiale.
RINCALZATURA
Non è necessaria per la coltivazione dell’aglio, mentre nei terreni argillosi è utile rimuovere il terreno attorno ai bulbi per facilitare la maturazione e ridurre il pericolo dei marciumi.
ASPORTAZIONE DELLO SCAPO FIORALE
Lo scapo fiorale va asportato quando è alto circa un palmo per evitare che le sostanze nutritive destinate a ingrossare i bulbilli vengano impiegate per la differenziazione degli organi di riproduzione.
L’emissione del fiore sembra essere un fenomeno ereditario, pertanto è bene non usare i bulbilli di quelle piante per la futura piantagione.
TORSIONE DELLE FOGLIE
Questa pratica è una consuetudine tra molti coltivatori, ma essa è inutile e controproducente in quanto così facendo le sostanze nutritive presenti nelle foglie non possono migrare liberamente verso gli organi di riserva rappresentati dai bulbilli.
FABBISOGNO IDRICO
Nelle regioni settentrionali le esigenze idriche sono soddisfatte dalle precipitazioni atmosferiche, qualche problema si può avere al meridione nelle annate particolarmente siccitose.
Il periodo di maggior richiesta idrica corrisponde al momento dell’ingrossamento del bulbo, dai primi di marzo a metà giugno, in tale periodo sono necessari alla pianta circa 250 mm di pioggia.
Solo se non vengono soddisfatte tali esigenze si può pensare di innaffiarlo e comunque in ogni caso almeno tre settimane prima dell’estirpazione dei bulbi per facilitare la maturazione e non compromettere la conservazione.
PIANTAGIONE
Nel nostro clima la lunghezza del fotoperiodo è insufficiente per far montare a seme l’aglio, che arriva al massimo a differenziare lo scapo fiorale, pertanto la riproduzione della pianta avviene utilizzando i bulbilli.
Per ottenere buoni risultati si usano solo gli spicchi esterni, scegliendo i più grossi e arquati e interamente rivestiti delle caratteristiche tuniche.
Il primo periodo vegetativo la pianta usa esclusivamente le sostanze di riserva contenute nel bulbillo, pertanto più sviluppati saranno gli spicchi più rapido sarà il germoglia mento e più vigorose le piante.
Le capacità di germinazione oltre che dalle dimensioni dello spicchio e da quelle pedoclimatiche, anche dalle condizioni di conservazione cui sono stati sottoposti i bulbilli, dato che sono caratterizzati da un periodo di quiescenza che per essere interrotto ha bisogno di condizioni di bassa temperatura.
I migliori risultati si registrano quando conserviamo i bulbilli a +10°C per almeno sessanta giorni, una conservazione a temperature più basse o poco superiori allo 0°C da luogo a una germinazione anticipata con formazione di bulbi soprannumerari e malformati.
DENSITA’ D’IMPIANTO
L’ottimale e di 25-30 bulbilli/mq (40 cm tra le file e 7,5-12,5 cm lungo la fila); impianti più fitti sono giustificati unicamente per la produzione di aglio destinato a essere consumato fresco.
Con l’aumentare della densità d’impianto aumenta la resa unitaria ma diminuisce il peso di ogni singolo bulbo.
I bulbilli si pongono in solchetti profondi 5-7 cm o in piccole buchette, senza pressare eccessivamente gli spicchi contro il terreno per non compromettere lo sviluppo delle radici.
L’apice deve essere rivolto verso l’alto, altrimenti si rischia un’elevata percentuale di bulbi malformati.
PERIODO D’IMPIANTO
Seguendo il calendario lunare il periodo migliore sembra essere compreso tra il 5° giorno prima della luna piena e il seguente.
Le varietà di “aglio bianco” si piantano da gennaio a marzo, mentre quelle di “aglio rosa” vanno interrate in ottobre-novembre.
Per evitare il rischio di marciumi che possono risultare di estrema gravità nei primi stadi di sviluppo è necessari che le piante abbiano il tempo di radicare e di emettere il germoglio prima del gelo.
Per gli stessi motivi nei terreni molto argillosi o nelle zone a clima molto umido è preferibile rimandare la piantagione a fine inverno.
Non bisogna mai esagerare nell’anticipare troppo la piantagione autunnale poiché si può correre il rischio di stimolare la differenziazione dei bulbilli troppo presto, quando le condizioni climatiche non sono ancora favorevoli all’ingrossamento dei bulbi.
SCELTA DELLE VARIETA’
Fatta eccezione per il “bianco piacentino” di recente costituzione, per l’aglio non si può parlare di varietà vere e proprie ma di ecotipi spesso caratterizzati da profonde diversità nel comportamento biologico, nelle dimensioni, nel colore delle tuniche, nella precocità e nel contenuto aromatico.
Si dividono in due tipi “aglio bianco” o “comune” e “aglio rosa”.
L’aglio bianco è il più coltivato e comprende numerose popolazioni locali, oltre al già citato “bianco piacentino” ricordiamo il “bianco piemontese”, il “bianco veneto”, il “bianco del fucino”, il “bianco di Napoli”, il “bianco calabrese”, il “bianco siciliano”.
Tutti questi sono caratterizzati da tuniche esterne bianco-argentee e interne paglierine, una larga adattabilità, elevata rusticità, sapore molto accentuato e un’ottima conservabilità, con bulbi compatti e serrati con 14-15 bulbilli.
All’aglio rosa fanno capo numerosi ecotipi il “primaticcio rosa”, il “rosa napoletano”, il “rosa della piana di Catania”, il “rosso di Sulmona”.
Presenta tuniche interne sfumate di rosa e un sapore molto accentuato.
Meno coltivato rispetto al bianco a causa dell’elevata sensibilità all’umidità e la conseguente limitata conservabilità.
Presenta un’elevata precocità (anche un mese), maggiori dimensioni a cui a volte corrisponde un numero maggiore di spicchi di piccole dimensioni e distribuiti in modo irregolare.
CONCIMAZIONE
L’aglio non gradisce l’apporto di sostanza organica fresca che comporta l’insorgenza di marciumi e compromette la conservabilità.
Soltanto la somministrazione di letame o composto ben maturo possono assicure al terreno un apporto equilibrato non solo di azoto, fosforo e potassio ma anche di tutta una serie di elementi nutritivi, come zolfo, boro, molibdeno, zinco, la cui presenza è indispensabile per ottenere un prodotto di qualità.
AVVICENDAMENTI E CONSOCIAZIONI
L’aglio trae vantaggio nel seguire raccolti di spinaci, cavoli e patate, mentre è svantaggiato dopo altre bulbose o piante a radice carnosa.
Nelle consociazioni risulta deprimente per fagioli, piselli e taccole, mentre è vantaggiosa la consociazione con pomodori, fragole, cetrioli, prezzemolo, lamponi e alberi da frutto.
Per motivi fitosanitari è opportuno far trascorrere almeno 4-5 anni prima di piantare l’aglio nello stesso appezzamento di terreno.
RACCOLTA E CONSERVAZIONE
Al Nord si raccoglie da giugno ad agosto, al Sud la raccolta è anticipata di uno o due mesi.
Viene estirpato in una giornata di sole, quando almeno otto decimi dei bulbi si presentano con foglie completamente secche o ingiallite, viene lasciato al sole e all’aria per un po’ per permettere l’essicazione completa dei bulbi.
PRINCIPALI PATOLOGIE
Le principali avversità sono: la peronospora che colpisce dalle giovani piante ai bulbi maturi, la ruggine che colpisce dalle prime fasi vegetative ai bulbi in via di maturazione, il marciume polverulento si manifesta principalmente nei bulbi immagazzinati, la mosca dell’aglio che attacca i bulbi da aprile a luglio, la tignola che attacca i bulbi da aprile a luglio, i brachieri o punteruoli dell’aglio che attaccano i bulbi in fase di accrescimento.
NOTE
Si può usare l’estratto di aglio mettendolo in infusione al 10% in acqua per 2 ore come insetticida naturale nella lotta ai parassiti delle piante, si ottiene una mortalità del 69%, inferiore a quella del tabacco, ma superiore agli estratti idro-alcolici di propoli.
Insomma un antiparassitario da usare sicuramente e rivalutare.
lunedì 20 giugno 2011
Impreco, m'incazzo e mi metto a ridere
Avevo terminato il post di ieri raccontando che oggi avrei raccolto le bietole per fare la torta, e pensavo di scrivere qualcosa sulla giornata del rifugiato politico, ma altre forze tramano per far cambiare i miei piani, così quando mi sono recato nell'orto avvicinandomi alle bietole le vedo già raccolte,
comincio a imprecare e m'incazzo e penso subito a chi può essere stato, non sarà mica sempre il solito vicino, che quando piantavo un casino di basilico lo trovavo sempre spiaumato perchè a lui piaceva il pesto, quando andavo a cogliere le mele non le trovavo perchè lui le amava ancora acerbe, e quella volta che ho piantato 20 piante di zucchine sperando bastassero, non ne trovavo mai perchè lui aveva la moglie che le metteva via per l'inverno e a lui piacevano molto piccole, avvicinandomi però scopro che è anche sparita la pianta di lattuga che stava andando a seme e che curavo con particolare attenzione, e mi dico "non può essere stato lui!", penso ci vorrebero i RIS di Parma per sbrogliare la matassa,
ma mi è bastato guardare il terreno per rendermi conto dell'evidenza che si vede anche in foto l'impronta del capriolo (ne avevo parlato in un post precedente di come sia facile vederli), scoppio a ridere, quest'anno mi mancava la sua visita nell'orto.
Mi ricorda molto il film "l'ultimo dei moicani", si il mio orto è l'ultimo di quelli senza recinzione, dove gli animali vengono anche al pascolo, certo a quelli che fanno l'orto sul balcone difficile che succeda una cosa del genere, ma io mi ostino nella mia strada, l'orto in mezzo alla natura e questo a volte contempla anche gli animali.
PS: la torta l'ho fatta lo stesso, sono andato dal vicino a raccogliere le bietole (con il suo consenso ovviamente).
comincio a imprecare e m'incazzo e penso subito a chi può essere stato, non sarà mica sempre il solito vicino, che quando piantavo un casino di basilico lo trovavo sempre spiaumato perchè a lui piaceva il pesto, quando andavo a cogliere le mele non le trovavo perchè lui le amava ancora acerbe, e quella volta che ho piantato 20 piante di zucchine sperando bastassero, non ne trovavo mai perchè lui aveva la moglie che le metteva via per l'inverno e a lui piacevano molto piccole, avvicinandomi però scopro che è anche sparita la pianta di lattuga che stava andando a seme e che curavo con particolare attenzione, e mi dico "non può essere stato lui!", penso ci vorrebero i RIS di Parma per sbrogliare la matassa,
ma mi è bastato guardare il terreno per rendermi conto dell'evidenza che si vede anche in foto l'impronta del capriolo (ne avevo parlato in un post precedente di come sia facile vederli), scoppio a ridere, quest'anno mi mancava la sua visita nell'orto.
Mi ricorda molto il film "l'ultimo dei moicani", si il mio orto è l'ultimo di quelli senza recinzione, dove gli animali vengono anche al pascolo, certo a quelli che fanno l'orto sul balcone difficile che succeda una cosa del genere, ma io mi ostino nella mia strada, l'orto in mezzo alla natura e questo a volte contempla anche gli animali.
PS: la torta l'ho fatta lo stesso, sono andato dal vicino a raccogliere le bietole (con il suo consenso ovviamente).
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domenica 10 aprile 2011
Orto selvatico
E’ l’alba di un nuovo giorno, ma il tormento mi era preso ieri sera, seduto in disparte, all’aperto a contemplare quello spicchio di luna che malamente illuminava quello che mi stava attorno, in lontananza macchine che solcavano l’autostrada direzione mare in cerca di uno scampolo di felicità, latrare di cani che rompe la notte, una moto che sfreccia laggiù, fa caldo, sembra una serata di luglio, pensieri che corrono veloci, poi un rumore vicino, venti o trenta metri, cinghiali che passano nella notte, sono le 22.30, rincaso e penso all’orto, ma io voglio un orto senza lavorare, sembra sempre lo stesso disco ma io cerco l’orto selvatico.
La notte è passata ma i pensieri sono rimasti, bevo un caffè e vado a camminare nel bosco, sono le 6.40, la luce è scarna, è caldo, sembra una mattina di luglio, con la differenza che non ci sono ancora le foglie negli alberi e questi primi abbozzi che escono dalle gemme non riescono a togliere quell’aria spettrale al bosco, poi finalmente il sole che sorge e tutto cambia, la luce cambia, mai i miei pensieri restano, torno a casa e comincio a cercare…….
Dell'aglio, ho dovuto conficcare due anni fa lo spicchio, e ora si arrangia, fatica un pò, ma ne basta veramente poco!
La salvia, lei ha fatto tutto da sola, seme portato dal vento, sono proprio orgoglioso e voglio vederti crescere, brava.
La fragola, uno stolone buttato là, già lo scorso anno ha avuto il coraggio di fare le fragole, sode profunate e gustose fuor di misura.
La bietola, troppo facile, piantata una volta, al secondo anno va a seme, e poi fa tutto da sola, sono già riuscito a verele riprodursi per quattro anni di fila, non saranno come quelle comprate dall'ortolano, ma hanno il pregio che quando le metti in pentola sono tutta sostanza e poca acqua, con un gusto impareggiabile.
Poi esiste anche quella parte di piante commestibili nel mio orto selvatico che non ti sognerai mai di seminare, queste infestanti che si avvolgono agli alberi e creano delle liane, che è dura estirpare, ma i teneri germogli sono delle prelibatezze, per minestre, frittate, lessate, fatica a coltivarle pari a zero.
E che dire del rovo, dove infesta non te ne liberi più, ma quando i germogli sono teneri è ottimo per le minestre.
Questa pianta quando ero piccolo la chiamavo pane e vino e mangiavo crude le sue sommità, quando è tenera è eccezionale messa nelle torte salate.
I teneri germogli della borsa pastore ben si prestano per i più svariati usi culinari.
L'ortica, fa parte di quelle piante che nessuno si sognerebbe coltivare, vive su terreni marginali e le sue sommità, quando la pianta è giovane sono buone per minestre, frittate, per torte salate, per ripieno di tortelli (ricotta e ortica), lessate, pianta straordinaria.
E per frinire una pianta a radice, la bardana, solo le piante del primo anno sono buone in quanto la radice è tenera, al secondo anno diventa dura e stoppaciosa, pianta depurativa e fortificante.
Qua mi fermo altrimenti questo post diventa un polpettone, a dir la verità ne avrei a sfare di piante da inserire, per non parlare dei fiori mangerecci, ma ormai stà diventando sera un'altra volta e i pensieri del mio orto selvatico svaniscono, mi perdo ad osservare dei fiori, per il solo piacere di guardarli.
Osservo i loro colori e mi ritorna alla mente ieri sera quando seduto a rimirare la luna, mi arrivavano i soadenti profumi del lauro ceraso, una pianta solitaria in mezzo a un bosco che arriva a lambire le case.
Il sole si appresta a tramontare e accarezza lieve ogni fiore.
L'erica di bosco è in piena fioritura, tutti questi fiori così vicini, ragruppati, sembrano fermi, là ad aspettare, ma già il popolo "padano" è di ritorno, il nasto d'asfalto si riempie d'auto in fila, come un esercito, si appresta
ad attraversare la galleria della Cisa, domani tutti al lavoro, lo scampolo di felicità è già finito.
Ma io rimango cena con le verdure dell'orto selvatico, e aspetterò il prossimo fine settimana per vedervi passare in cerca di uno scampolo di felicità, se ci sarà!
La notte è passata ma i pensieri sono rimasti, bevo un caffè e vado a camminare nel bosco, sono le 6.40, la luce è scarna, è caldo, sembra una mattina di luglio, con la differenza che non ci sono ancora le foglie negli alberi e questi primi abbozzi che escono dalle gemme non riescono a togliere quell’aria spettrale al bosco, poi finalmente il sole che sorge e tutto cambia, la luce cambia, mai i miei pensieri restano, torno a casa e comincio a cercare…….
Eccolo il prezzemolo, nato dove non doveva nascere, oltretutto l’acqua la riceve solo se piove e la porta il vento, i semi mi son caduti per caso, o forse no……
Inutile dire sarà un pò piccolo ma è un porro, sicuramente saporito, nato anche lui per sbaglio là.Dell'aglio, ho dovuto conficcare due anni fa lo spicchio, e ora si arrangia, fatica un pò, ma ne basta veramente poco!
La salvia, lei ha fatto tutto da sola, seme portato dal vento, sono proprio orgoglioso e voglio vederti crescere, brava.
La fragola, uno stolone buttato là, già lo scorso anno ha avuto il coraggio di fare le fragole, sode profunate e gustose fuor di misura.
La bietola, troppo facile, piantata una volta, al secondo anno va a seme, e poi fa tutto da sola, sono già riuscito a verele riprodursi per quattro anni di fila, non saranno come quelle comprate dall'ortolano, ma hanno il pregio che quando le metti in pentola sono tutta sostanza e poca acqua, con un gusto impareggiabile.
Poi esiste anche quella parte di piante commestibili nel mio orto selvatico che non ti sognerai mai di seminare, queste infestanti che si avvolgono agli alberi e creano delle liane, che è dura estirpare, ma i teneri germogli sono delle prelibatezze, per minestre, frittate, lessate, fatica a coltivarle pari a zero.
E che dire del rovo, dove infesta non te ne liberi più, ma quando i germogli sono teneri è ottimo per le minestre.
Questa pianta quando ero piccolo la chiamavo pane e vino e mangiavo crude le sue sommità, quando è tenera è eccezionale messa nelle torte salate.
I teneri germogli della borsa pastore ben si prestano per i più svariati usi culinari.
L'ortica, fa parte di quelle piante che nessuno si sognerebbe coltivare, vive su terreni marginali e le sue sommità, quando la pianta è giovane sono buone per minestre, frittate, per torte salate, per ripieno di tortelli (ricotta e ortica), lessate, pianta straordinaria.
E per frinire una pianta a radice, la bardana, solo le piante del primo anno sono buone in quanto la radice è tenera, al secondo anno diventa dura e stoppaciosa, pianta depurativa e fortificante.
Qua mi fermo altrimenti questo post diventa un polpettone, a dir la verità ne avrei a sfare di piante da inserire, per non parlare dei fiori mangerecci, ma ormai stà diventando sera un'altra volta e i pensieri del mio orto selvatico svaniscono, mi perdo ad osservare dei fiori, per il solo piacere di guardarli.
Osservo i loro colori e mi ritorna alla mente ieri sera quando seduto a rimirare la luna, mi arrivavano i soadenti profumi del lauro ceraso, una pianta solitaria in mezzo a un bosco che arriva a lambire le case.
Il sole si appresta a tramontare e accarezza lieve ogni fiore.
L'erica di bosco è in piena fioritura, tutti questi fiori così vicini, ragruppati, sembrano fermi, là ad aspettare, ma già il popolo "padano" è di ritorno, il nasto d'asfalto si riempie d'auto in fila, come un esercito, si appresta
ad attraversare la galleria della Cisa, domani tutti al lavoro, lo scampolo di felicità è già finito.
Ma io rimango cena con le verdure dell'orto selvatico, e aspetterò il prossimo fine settimana per vedervi passare in cerca di uno scampolo di felicità, se ci sarà!
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domenica 16 maggio 2010
Patate a confronto
Torno a parlare di patate, anche quest'anno qualche novità metterò a confronto quattro varietà, tre classiche: Spunta, Monnalisa e Desiré che noi consideriamo locali, ma in realtà il seme che comperiamo proviene dall'Olanda, per piantare patate italiane dovremo andare sulla Quarantina genovese o su altre piccole nicchie presenti a macchia di leopardo sulla penisola, ma questo è un'altro discorso.
Tornando a noi confronterò le tre varietà sopra citate con una di contrabbando la varietà Estima, dove stà la notizia? semplice arriva dall'Inghilterra paese per antonomasia patataro come la Germania, solo che non esportano la semenza di patate, loro hanno un patrimonio enorme di varietà, nessuna buona par la pianura padana e nemmeno per il sud d'Italia, ma sulla montagna dell'appennino voglio provare.
Nella foto possiamo vedere i germogli a confronto, per piantarle dovrò aspettare che si sistemi il tempo e smuovere un pò la terra, comunque per la cronaca la prima con il germoglio verde e tozzo è la Estima, la seconda con il germoglio rosato è la Monnalisa, la terza più che una patata dobbiamo parlare di minitubero della varietà Spunta con germoglio verdeviolaceo, mentre l'ultima abbiamo una patata gia tagliata pronta per la semina di Desiré con germoglio giallorosato.
Dai germogli si capisce che aspettano di essere messe nella terra e staremo a vedere come si comporteranno e poi valuteremo rese e quant'altro, per ora non rimane che aspettare.
Tornando a noi confronterò le tre varietà sopra citate con una di contrabbando la varietà Estima, dove stà la notizia? semplice arriva dall'Inghilterra paese per antonomasia patataro come la Germania, solo che non esportano la semenza di patate, loro hanno un patrimonio enorme di varietà, nessuna buona par la pianura padana e nemmeno per il sud d'Italia, ma sulla montagna dell'appennino voglio provare.
Dai germogli si capisce che aspettano di essere messe nella terra e staremo a vedere come si comporteranno e poi valuteremo rese e quant'altro, per ora non rimane che aspettare.
venerdì 26 febbraio 2010
SEMI DI POMODORO
Pomodoro, e ancora pomodoro, alla ricerca di nuove varietà e di una totale indipendenza dal mercato, cercando di creare un cerchio chiuso che va dalla semina fino alla produzione dei semi per l’anno successivo.
Attualmente coltivo due varietà il cuore di bue e un ciliegino, di entrambi mi autoproduco i semi e mi sono reso indipendente, però come già ho raccontato mi sono messo alla ricerca di nuove varietà che possano soddisfare maggiormente il mio fabbisogno, in quanto vista l’altitudine del mio orto fatico ad avere una buona produzione con le mie due varietà.
Attualmente con l’avvento di internet è diventato molto più facile cercare in rete quello di abbiamo bisogno (uno degli aspetti positivi di questa globalizzazione, ovvero laccesso alle informazioni globali), ma molte volte si trovano siti consigliati per l’acquisto di semi, ma poi sono scarsi i dettagli di come sono realmente andate le cose, nel mio piccolo voglio raccontare le mie esperienze.
Per i pomodori mi sono rivolto a www.solanacom.com ditta canadese specializzata nei pomodori con a catalogo circa 380 varietà non ibride, questo ci da la possibilità di riprodurci i semi, cosa non possibile con gli ibridi in quanto ti lega alle ditte sementiere a vita rendendoti schiavo del mercato.
Ma torniamo al mio ordine, la cosa più difficile è stata districarsi in mezzo a tutte queste varietà e arrivare a scegliere un numero ridotto di bustine, in quanto c’è il rischi concreto di farsi prendere la mano e ritrovarsi con un numero spropositato di pomodori da piantare.
Una volta scelte, devo dire che ci sono delle buone spiegazioni essenziali e chiare per ogni varietà con tanto di foto esplicativa e inoltre sono segnalate chiaramente anche le sementi esaurite già al momento dell’ordine, pertanto quello che andremo a ordinare sarà quello che arriva, su questo mi sono sembrati molto precisi.
Come metodo di pagamento ho scelto di pagare attraverso Paypal, sistema semplice ed economico che ti mette al riparo anche da molti inconvenienti, ma accettano anche molti altri tipi di pagamento.
Hanno spedito per posta aerea con busta di quelle con le bolle per proteggere il contenuto e dopo 15 giorni ho ricevuto i semi in maniera ordinata su bustine con etichetta con istruzioni in francese.
Direi che è stato tutto facile, l’unica cosa che dovete eventualmente controllare, ma loro vi avvisano già nel sito al momento dell’ordine se le poste al vostro paese funzionano.
Prima di descrivere le varietà acquistate vorrei dare alcune indicazioni di massima sui semi di pomodoro che a volte sono sconosciute ai molti, in primis la durata delle sementi, ovvero il periodo che conservandole in modo adeguato avremo ancora la germinazione degli stessi che va da 4 a 13 anni quindi una volta autoprodotti i nostri semi non dobbiamo preoccuparci di riprodurli anche l’anno successivo e questo ci riduce di molto il lavoro, vi è comunque una prova empirica che ci dirà quando bisogna riprodurre i semi perché quelli che stiamo conservando non danno più affidabilità e conviene rinnovarli.
Il metodo è semplice, si prendono 10 semi e si pongono su carta assorbente umida, si prende il tutto e si sigilla in un sacchetto di plastica, poi lo si pone in un luogo caldo e si tiene controllato, quando vedremo che compare il verde della germinazione si vanno a contare i semi germogliati, se ci sono 7 o più semi germinati il tasso di germinazione è molto buono.
Se ci sono meno di 5 – 6 semi hanno persoun po’ di forza di germinazione e bisogna pensare a rinnovarli per il prossimo anno.
Se invece sono meno di 4 non c’è più tempo da perdere in quanto ci daranno una scarsa affidabilità di germinazione.
Torniamo alle informazioni, profondita di semina 6 mm., tempo di germinazione a temperatura ideale 5-8 giorni, semi per grammo 300-400, periodo di semina all’interno marzo – aprile, cerchiamo di non anticipare troppo le semine in quanto rischieremo di avere delle piantine deboli e andremo incontro a problemi durante la coltivazione.
Consociazioni positive con asparagi, basilico, carota, cipolla, prezzemolo, piselli, salvia, consociazioni negative con finocchi, patate e cavolo.
Ricordiamo sempre comunque che l’orto per me è un hobby e non cerco rendimento, quindi sono aperto a sperimentazioni che a volte non portano al risultato sperato, comunque sbagliando si impara dice il proverbio, io invece dico sperimentando si impara.
Tornando alle varietà scelte sono 10 aggiungo anche le indicazioni riportate dalla ditta per avere una maggiore precisione:Arbuznyi Il pomodoro mostra un modello unico di linee simili a quelle di cocomeri, da cui il nome Arbuznyi (anguria in russo). Bello rosso scuro-marrone frutti con le spalle verdi. Medio grande, tipo bistecca, appiattiti e leggermente a costine. Deliziosi, carne tenera. Sapore dolce e aromatico. Produttiva. 65-75 giorni. Impianti di dimensioni medie (1 m). Rare varietà russa. Canabec Rouge Quebec varietà di medie dimensioni con frutti rossi (5-6 cm). Frutti di forma ovale, liscio, bello e di qualità piacevole, non mostra cracking. Buono, dolce sapore aromatico. Ben si adatta alle stagioni brevi e / o temperature fresche. 65-70 giorni.
Cosmonauta Volkov (Cosmonaut Volkov)Una varietà sottovalutata, produttivo e gustoso rispetto a molti altri pomodori rossi! Sapore Old Time con un bordo tagliente. Adattato alle condizioni di freddo. Dall'Ucraina, dal nome del loro cosmonauta. 65-75 giorni. Coustralee (Cuostralee)I pomodori di questo cimelio, colosso francese può pesare fino a 1,5 kg, di grande degustazione! Rinomato vecchio sapore di altri tempi. Da grandi a molto grandi, leggermente schiacciati luminosi frutti rossi. Dalla Francia. 75-80 giorni.Glacier
Determinato. Extra, tipo precoce da insalata, dimensioni (5 cm) su una pianta piccola di (1 m). Produce bene in climi freddi. Buona per piccoli giardini. 55 giorni. Altai Gregori
Molto grandi, tipo bistecca appiattita dai monti Altai, in Siberia. Matura abbastanza presto considerate le dimensioni dei suoi frutti: 70-75 giorni. Ben si adatta al freddo. Manitoba
Pomodoro extra adatto a zone fredde. Per le altitudini elevate, latitudini settentrionali, o se volete semplicemente i pomodori all'inizio della stagione. Rosso brillante, leggermente appiattito, di medie dimensioni. Piante compatte. Allevati in Manitoba, Canada. Determinato. 58 giorni.Siberia
Varietà tollerante il freddo dalla Siberia imposta i frutti anche durante le basse temperature. Piccole e medie dimensioni con frutti rossi dal sapore dolce. Produttiva. Ben si adatta a brevi stagioni. Inizio: 64 giorni. Siletz
Ceppo a bassa temperatura, che fisserà i frutti anche in caso di maltempo, clima costiero, è il genere da serre d'inverno. Questo pomodoro è un partenocarpici, il che significa che non ha bisogno di impollinatori o del vento per impostare i frutti. Grossi pomodori rossi di grande sapore. Buone rese. Grandi impianti. 70-75 giorni. Truffaut PrécocePresto, con piccoli frutti rossi da 3 a 3,7 cm di lunghezza crescente in cluster da 4 a 11. Rotondo a forma ovale. Piacevole, sapore dolce. La pelle tende a inspessirsi durante la stagione calda. Molto presto: 45-50 giorni. I primi pomodori sono pronti entro la metà di luglio. Raro.
E’ vero molte sono le varietà russe e forse l’alto appennino non è la Russia ma comunque sono sempre situazioni difficili staremo a vedere e vi terrò informati sull’andamento dei risultati.Non venite comunque a raccontare nei commenti che questa è globalizzazione che andiamo a rompere ecosistemi, a contaminare varietà preesistenti, il pomodoro in Europa ha una storia breve circa 500 anni che sono un’inezia nella storia del mondo, non possiamo paragonare la storia del mondo con l’età media di un’uomo che in confronto è un’inezia, altrimenti si finirà per raccontare fra 50 anni delle vecchie varietà di Kiwi e apriremo un dibattito infinito.
Attualmente coltivo due varietà il cuore di bue e un ciliegino, di entrambi mi autoproduco i semi e mi sono reso indipendente, però come già ho raccontato mi sono messo alla ricerca di nuove varietà che possano soddisfare maggiormente il mio fabbisogno, in quanto vista l’altitudine del mio orto fatico ad avere una buona produzione con le mie due varietà.
Attualmente con l’avvento di internet è diventato molto più facile cercare in rete quello di abbiamo bisogno (uno degli aspetti positivi di questa globalizzazione, ovvero laccesso alle informazioni globali), ma molte volte si trovano siti consigliati per l’acquisto di semi, ma poi sono scarsi i dettagli di come sono realmente andate le cose, nel mio piccolo voglio raccontare le mie esperienze.
Per i pomodori mi sono rivolto a www.solanacom.com ditta canadese specializzata nei pomodori con a catalogo circa 380 varietà non ibride, questo ci da la possibilità di riprodurci i semi, cosa non possibile con gli ibridi in quanto ti lega alle ditte sementiere a vita rendendoti schiavo del mercato.
Ma torniamo al mio ordine, la cosa più difficile è stata districarsi in mezzo a tutte queste varietà e arrivare a scegliere un numero ridotto di bustine, in quanto c’è il rischi concreto di farsi prendere la mano e ritrovarsi con un numero spropositato di pomodori da piantare.
Una volta scelte, devo dire che ci sono delle buone spiegazioni essenziali e chiare per ogni varietà con tanto di foto esplicativa e inoltre sono segnalate chiaramente anche le sementi esaurite già al momento dell’ordine, pertanto quello che andremo a ordinare sarà quello che arriva, su questo mi sono sembrati molto precisi.
Come metodo di pagamento ho scelto di pagare attraverso Paypal, sistema semplice ed economico che ti mette al riparo anche da molti inconvenienti, ma accettano anche molti altri tipi di pagamento.
Hanno spedito per posta aerea con busta di quelle con le bolle per proteggere il contenuto e dopo 15 giorni ho ricevuto i semi in maniera ordinata su bustine con etichetta con istruzioni in francese.
Direi che è stato tutto facile, l’unica cosa che dovete eventualmente controllare, ma loro vi avvisano già nel sito al momento dell’ordine se le poste al vostro paese funzionano.
Prima di descrivere le varietà acquistate vorrei dare alcune indicazioni di massima sui semi di pomodoro che a volte sono sconosciute ai molti, in primis la durata delle sementi, ovvero il periodo che conservandole in modo adeguato avremo ancora la germinazione degli stessi che va da 4 a 13 anni quindi una volta autoprodotti i nostri semi non dobbiamo preoccuparci di riprodurli anche l’anno successivo e questo ci riduce di molto il lavoro, vi è comunque una prova empirica che ci dirà quando bisogna riprodurre i semi perché quelli che stiamo conservando non danno più affidabilità e conviene rinnovarli.
Il metodo è semplice, si prendono 10 semi e si pongono su carta assorbente umida, si prende il tutto e si sigilla in un sacchetto di plastica, poi lo si pone in un luogo caldo e si tiene controllato, quando vedremo che compare il verde della germinazione si vanno a contare i semi germogliati, se ci sono 7 o più semi germinati il tasso di germinazione è molto buono.
Se ci sono meno di 5 – 6 semi hanno persoun po’ di forza di germinazione e bisogna pensare a rinnovarli per il prossimo anno.
Se invece sono meno di 4 non c’è più tempo da perdere in quanto ci daranno una scarsa affidabilità di germinazione.
Torniamo alle informazioni, profondita di semina 6 mm., tempo di germinazione a temperatura ideale 5-8 giorni, semi per grammo 300-400, periodo di semina all’interno marzo – aprile, cerchiamo di non anticipare troppo le semine in quanto rischieremo di avere delle piantine deboli e andremo incontro a problemi durante la coltivazione.
Consociazioni positive con asparagi, basilico, carota, cipolla, prezzemolo, piselli, salvia, consociazioni negative con finocchi, patate e cavolo.
Ricordiamo sempre comunque che l’orto per me è un hobby e non cerco rendimento, quindi sono aperto a sperimentazioni che a volte non portano al risultato sperato, comunque sbagliando si impara dice il proverbio, io invece dico sperimentando si impara.
Cosmonauta Volkov (Cosmonaut Volkov)Una varietà sottovalutata, produttivo e gustoso rispetto a molti altri pomodori rossi! Sapore Old Time con un bordo tagliente. Adattato alle condizioni di freddo. Dall'Ucraina, dal nome del loro cosmonauta. 65-75 giorni. Coustralee (Cuostralee)I pomodori di questo cimelio, colosso francese può pesare fino a 1,5 kg, di grande degustazione! Rinomato vecchio sapore di altri tempi. Da grandi a molto grandi, leggermente schiacciati luminosi frutti rossi. Dalla Francia. 75-80 giorni.Glacier
Determinato. Extra, tipo precoce da insalata, dimensioni (5 cm) su una pianta piccola di (1 m). Produce bene in climi freddi. Buona per piccoli giardini. 55 giorni. Altai Gregori
Molto grandi, tipo bistecca appiattita dai monti Altai, in Siberia. Matura abbastanza presto considerate le dimensioni dei suoi frutti: 70-75 giorni. Ben si adatta al freddo. Manitoba
Pomodoro extra adatto a zone fredde. Per le altitudini elevate, latitudini settentrionali, o se volete semplicemente i pomodori all'inizio della stagione. Rosso brillante, leggermente appiattito, di medie dimensioni. Piante compatte. Allevati in Manitoba, Canada. Determinato. 58 giorni.Siberia
Varietà tollerante il freddo dalla Siberia imposta i frutti anche durante le basse temperature. Piccole e medie dimensioni con frutti rossi dal sapore dolce. Produttiva. Ben si adatta a brevi stagioni. Inizio: 64 giorni. Siletz
Ceppo a bassa temperatura, che fisserà i frutti anche in caso di maltempo, clima costiero, è il genere da serre d'inverno. Questo pomodoro è un partenocarpici, il che significa che non ha bisogno di impollinatori o del vento per impostare i frutti. Grossi pomodori rossi di grande sapore. Buone rese. Grandi impianti. 70-75 giorni. Truffaut PrécocePresto, con piccoli frutti rossi da 3 a 3,7 cm di lunghezza crescente in cluster da 4 a 11. Rotondo a forma ovale. Piacevole, sapore dolce. La pelle tende a inspessirsi durante la stagione calda. Molto presto: 45-50 giorni. I primi pomodori sono pronti entro la metà di luglio. Raro.
E’ vero molte sono le varietà russe e forse l’alto appennino non è la Russia ma comunque sono sempre situazioni difficili staremo a vedere e vi terrò informati sull’andamento dei risultati.Non venite comunque a raccontare nei commenti che questa è globalizzazione che andiamo a rompere ecosistemi, a contaminare varietà preesistenti, il pomodoro in Europa ha una storia breve circa 500 anni che sono un’inezia nella storia del mondo, non possiamo paragonare la storia del mondo con l’età media di un’uomo che in confronto è un’inezia, altrimenti si finirà per raccontare fra 50 anni delle vecchie varietà di Kiwi e apriremo un dibattito infinito.
mercoledì 1 aprile 2009
PATATE (la semaina)
1 Kg di patate da seme comprende:
-36 tuberi di calibro 28/35
-18 tuberi di calibro 35/45
-10 tuberi di calibro 45/55
E' difficile ottenere buone patate da seme partendo dal proprio raccolto (ma non impossibile ne parleremo un'altra volta).
Per la semina della patata si utilizzano tuberi di norma, di piccole dimensioni (25-35 mm di diametro), il numero di occhi non deve essere elevato (2 o 3) per garantire una buona pezzatura alla raccolta, molti germogli in un’unica patata producono molte patate di piccole dimensioni. Prima di procedere alla semina è consigliabile eseguire la pregermogliazione dei tuberi, che ha lo scopo di anticipare lo sviluppo della vegetazione e di conseguenza tutto il ciclo produttivo.
I tuberi vanno stesi su singolo strato in cassette sovrapponibili e posizionati in un locale con una temperatura intorno ai 14°C (importante il locale non deve essere riscaldato), luce diffusa e un'umidità pari all’80-90% condizioni ottimali per questa fase.
I germogli devono raggiungere una lunghezza di 1-3 cm prima di essere pronti, la durata della germinazione è di circa 20-35 giorni e devono risultare molto robusti, vigorosi e colorati.
Le patate di grosse dimensioni (Ø>35-50 mm) vanno tagliate in due in senso longitudinale, (ripartendo equamente le gemme) almeno 2 o 3 giorni prima della semina, in modo da garantire la cicatrizzazione della ferita.
A questo punto siamo pronti per la semina che va fatta a una distanza di 30 cm sulla fila e 60 tra le file, con i germogli rivolti verso l’alto e ricoperte con uno strato di circa 5 cm di terreno o pacciamatura (non comprimere la terra che le ricopre).
Useremo solo tuberi ben sodi, scartando quelli appassiti.
Questi sono i principi fondamentali per avere poi un buon raccolto.
-36 tuberi di calibro 28/35
-18 tuberi di calibro 35/45
-10 tuberi di calibro 45/55
E' difficile ottenere buone patate da seme partendo dal proprio raccolto (ma non impossibile ne parleremo un'altra volta).
Per la semina della patata si utilizzano tuberi di norma, di piccole dimensioni (25-35 mm di diametro), il numero di occhi non deve essere elevato (2 o 3) per garantire una buona pezzatura alla raccolta, molti germogli in un’unica patata producono molte patate di piccole dimensioni. Prima di procedere alla semina è consigliabile eseguire la pregermogliazione dei tuberi, che ha lo scopo di anticipare lo sviluppo della vegetazione e di conseguenza tutto il ciclo produttivo.
I tuberi vanno stesi su singolo strato in cassette sovrapponibili e posizionati in un locale con una temperatura intorno ai 14°C (importante il locale non deve essere riscaldato), luce diffusa e un'umidità pari all’80-90% condizioni ottimali per questa fase.
I germogli devono raggiungere una lunghezza di 1-3 cm prima di essere pronti, la durata della germinazione è di circa 20-35 giorni e devono risultare molto robusti, vigorosi e colorati.
Le patate di grosse dimensioni (Ø>35-50 mm) vanno tagliate in due in senso longitudinale, (ripartendo equamente le gemme) almeno 2 o 3 giorni prima della semina, in modo da garantire la cicatrizzazione della ferita.
A questo punto siamo pronti per la semina che va fatta a una distanza di 30 cm sulla fila e 60 tra le file, con i germogli rivolti verso l’alto e ricoperte con uno strato di circa 5 cm di terreno o pacciamatura (non comprimere la terra che le ricopre).
Useremo solo tuberi ben sodi, scartando quelli appassiti.
Questi sono i principi fondamentali per avere poi un buon raccolto.
domenica 29 marzo 2009
PATATE, PATATE E PATATE
Più mi guardo attorno e più mi rendo conto della scarsa conoscienza che possiede la maggior parte della gente, per esempio in fatto di patate, tutti a dire pianto le patate, ma che patate e patate, facciamo un altro esempio dove siamo tutti preparati, nessuno dirà pianto delle viti, ma vi diranno pianto delle viti di barbera, bonarda, vermentino, montepulciano, sangiovese, ecc.
Purtroppo, tolte quelle quattro varietà che si trovano facilmente nei consorzi agrari c'è il buio quasi totale, a parte piccole realta che cercano di salvaguardare vecchie varietà che stanno scomparendo, però in realtà credo ne esistano almeno un migliaio di varietà, che si contraddistinguono da:
colore della pasta
colore della buccia
forma del tubero
tipo di maturazione
tipo di conservazione
sviluppo della parte aerea
grossezza dei tuberi
profondità degli occhi
resa alla produzione
contenuto di sostanza
tipo di cottura
adatta per ... tipo di consumo
resistenza all'accartocciamento
resistenza ai virus A
resiatenza ai virus X
resistenza ai virus Yn
resistenza a peronospera sul cespo
resistenza alla peronospera sui tuberi
resistenza al cancro
resistenza alla scabbia comune
resistenza maculatura blu interna
Da tutto questo si evince che possiamo dividerle per molteplici categorie, oltre che per nome.
Se qualcuno vuole vedere un catalogo abbastanza esteso con 161 varietà di sole patate può visitare il sito http://www.potato.nl/uk , ma una vasta varietà di specie è coltivata nei paesi lungo la dorsale delle Ande, basta ricordare che le patate si coltivano dal livello del mare fino ad un altezza di quasi 5000 metri (altipiani andini).
Dovrò postare prossimamente un pò di notizie più approfondite, solo la conoscienza ci rende liberi........
Purtroppo, tolte quelle quattro varietà che si trovano facilmente nei consorzi agrari c'è il buio quasi totale, a parte piccole realta che cercano di salvaguardare vecchie varietà che stanno scomparendo, però in realtà credo ne esistano almeno un migliaio di varietà, che si contraddistinguono da:
colore della pasta
colore della buccia
forma del tubero
tipo di maturazione
tipo di conservazione
sviluppo della parte aerea
grossezza dei tuberi
profondità degli occhi
resa alla produzione
contenuto di sostanza
tipo di cottura
adatta per ... tipo di consumo
resistenza all'accartocciamento
resistenza ai virus A
resiatenza ai virus X
resistenza ai virus Yn
resistenza a peronospera sul cespo
resistenza alla peronospera sui tuberi
resistenza al cancro
resistenza alla scabbia comune
resistenza maculatura blu interna
Da tutto questo si evince che possiamo dividerle per molteplici categorie, oltre che per nome.
Se qualcuno vuole vedere un catalogo abbastanza esteso con 161 varietà di sole patate può visitare il sito http://www.potato.nl/uk , ma una vasta varietà di specie è coltivata nei paesi lungo la dorsale delle Ande, basta ricordare che le patate si coltivano dal livello del mare fino ad un altezza di quasi 5000 metri (altipiani andini).
Dovrò postare prossimamente un pò di notizie più approfondite, solo la conoscienza ci rende liberi........
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